Violenza psicologica

La violenza psicologica, morale, è più sfuggente di quella fisica o sessuale, ma comunque reale, nonché un reato. In particolare sono due i fattori che possono indicare una situazione di abuso: l'isolamento che l'aggressore ritaglia intorno alla vittima e l’incapacità di ribellarsi, generando l’abbassamento della propria stima e quindi l’incapacità di chiedere aiuto.

Oggi differenziamo diverse tipologie di violenza psicologica—alcune di esse si sviluppano nella coppia, altre in famiglia, altre ancora nei gruppi—le cui conseguenze possono essere deleterie. Per esempio "l'ostilità" dei genitori nei confronti dei figli in età infantile (ad esempio attraverso la preferenza nei confronti di un altro fratello o l'esplicita avversione per il sesso del figlio, e così via) si ritrova nelle storie di molti adolescenti autori di reato, così come la violenza assistita, quella non cioè subita direttamente ma vissuta nel contesto familiare.

È fondamentale distinguere due tipi di aggressività. Nella maggior parte delle relazioni tra adulti è presente un'aggressività finalizzata alla preservazione del sé: si tratta di una reazione comportamentale dovuta al fatto che l'altro (il partner ad esempio) diventa ricettacolo della proiezione di tutte le caratteristiche che il soggetto non riesce a riconoscersi o ad accettare di se stesso. In questo caso non c'è il desiderio di ferire o di umiliare: semplicemente l'altro cessa di "esistere" in quanto persona. Il termine "narcisismo" è spesso abusato, ma è vero che al giorno d'oggi sono venuti a mancare i grandi contenitori che facevano da pilastro dell'identità personale) ed è molto più complicato essere felici e realizzati: siamo fragili e in allerta rispetto alle violenze e all'intrusione da parte degli altri, che viviamo come un ostacolo per la nostra realizzazione personale.

Diverso è invece il caso delle persone che vogliono fare del male all'altro: in questo caso parliamo di relazioni propriamente perverse, in cui l'aggressività non è una reazione ma una scelta attivamente compiuta allo scopo di ferire e umiliare l'altra persona. Il carnefice ricorre pertanto all’umiliazione, insulti, privazione della libertà, isolamento, aggressività verbale, minacce.  

In sede giudiziale, è piuttosto complesso ma non impossibile dimostrare la presenza di violenza psicologica. In quest'ottica, rivolgersi a professionisti esperti come medici, psicologi o psicoterapeuti può essere fondamentale per attestare la violenza. Allo stesso tempo, ingaggiare un buon avvocato è indispensabile per poter avere maggiori possibilità di veder riconosciuto il reato.

All'interno della giurisprudenza italiana non esiste una legislazione unitaria sulla violenza psicologica, ma diversi articoli del Codice Penale puniscono questo tipo di abusi. Di seguito vi parleremo dei principali,

  • Stalking (articolo 612-bis)

Questo articolo punisce gli atti persecutori nei confronti delle persone. Minacce o molestie ripetute che creano stati di ansia e paura con il timore per l'incolumità della vittima possono essere punite con la reclusione da 6 mesi a 4 anni.

  • Minaccia (articolo 612)

Indipendentemente dal tipo di minaccia, questo comportamento intimidatorio ha come conseguenza la riduzione della libertà individuale della vittima. Il colpevole può essere sanzionato con una multa o con una pena di reclusione fino a un anno.

  • Lesione personale (articolo 582)

Chiunque si renda colpevole di azioni che cagionino una "malattia nel corpo o nella mente" con una prognosi superiore a 20 giorni a un altro individuo, secondo questo articolo, può essere condannato a una pena che oscilla fra i 3 mesi e i 3 anni di reclusione. L'articolo 583 del codice penale, inoltre, può incrementare la pena a un massimo di 12 anni.

  • Violenza privata (articolo 610)

Questo articolo tutela la libertà psichica di ogni persona e condanna tutti quegli atti tesi a privare la vittima della propria libertà di determinazione. In questo caso, la pena prevista può arrivare fino ai 4 anni di reclusione.


Bisogna avere il coraggio di parlare nonostante tutto, di confidarsi, di lavorare su se stessi e di guardarsi intorno per trovare una via di uscita, non arrendersi ma combattere sempre!
Fatelo sempre per voi stesse, per i vostri cari, non lasciatevi sopraffare dalla violenza, reagite!


Mary Forgione