Succhi di frutta, quale scegliere?

I succhi di frutta, specialmente in questo periodo dei primi caldi, sono un alimento molto valido dal punto di vista nutrizionale frequentemente utilizzato nelle diete e in generale per una corretta alimentazione. Come la frutta da cui ne deriva sono spesso ricchi in vitamina C, ad esempio in 100gr di succo di arance ci sono 44mg di vitamina C che corrispondono al 50% circa della dose giornaliera consigliata, ci sono anche proprietà diuretiche e depurative, è anche molecole come i flavonoidi che rafforzano il sistema immunitario e proteggono dai radicali liberi, tuttavia è necessario fare una premessa per distinguere le varie tipologie di succhi di frutta disponibili oggi sul mercato in base a come vengono fatti.

1)   Succhi o estratti o centrifugati di frutta fresca: Dal punto di vista nutrizionale sono i migliori in commercio perché sono 100% succo derivato dal frutto intero, hanno pertanto una elevata carica di vitamine in particolare la C, antiossidanti, sali minerali, flavonoidi e non c’è aggiunta di zuccheri perché la componente glucidica deriva dal fruttosio naturale e non hanno subito alcun trattamento termico.

2)   Succhi di frutta provenienti da banco frigo: Sono succhi prodotti a partire dal 100% di frutta fresca e trasformate dall’industria, cioè in seguito a pastorizzazione, sono state in parte alterate alcune caratteristiche nutrizionali, ossia l’ossidazione di una parte di vitamine e antiossidanti con il vantaggio di avere un prodotto che si conserva per alcuni giorni.

3)   Succhi di frutta 100% non da banco frigo: Sono succhi che hanno caratteristiche simili ai succhi del banco frigo con la differenza che hanno subito un trattamento termico maggiore che ne impoverisce maggiormente la carica di vitamine e antiossidanti a vantaggio di tempi di conservazione ben più lunghi, ossia alcuni mesi.

4)   Succhi di frutta a lunga conservazione con 30/40% di frutta: Sono i succhi più dannosi dal punto di vista nutrizionale perché derivano solo in minima parte dal frutto intero, hanno subito trattamenti termici che ne hanno impoverito la carica di vitamine (che spesso vengono aggiunte in forma sintetica nella preparazione industriale) ma che ne assicurano tempi di conservazione lunghi, spesso presentano l’aggiunta di aromi, acido citrico, coloranti (tra cui l’E120 che si ricava dagli insetti di specie cocciniglia e l’E122 ottenuto invece in maniera sintetica), addensanti e zuccheri industriali che fanno male specialmente per chi soffre di diabete o iperglicemia e predispongono al sovrappeso, ben diversi dal fruttosio naturale della frutta fresca.

In che momento della giornata è ideale consumare succhi di frutta?

I succhi possono essere consumati a ridosso dei pasti principali (pranzo e cena) ma sono particolarmente indicati a colazione, magari abbinati a yogurt, frutta secca, fette biscottate integrali o biscotti integrali e spuntino di metà mattino o metà pomeriggio, infatti, se consumati lontani dai pasti principali permettono di beneficiare del 100% di vitamine, sali minerali e antiossidanti che li compongono, la quota di zuccheri semplici, in particolare il fruttosio, va a bilanciare la glicemia che, in assenza di piccoli pasti intermedi, tende a calare nelle ore più lontane dai pasti principali, costituendo così una riserva energetica e vitaminica utile per il corpo e la mente e valido supporto per tutti i tipi di attività quotidiana.

Dott. Dietista e Biologo Nutrizionista Marco Lucio Parente