Spiritismo

Secondo la dottrina spiritica, per comunicare con gli spiriti ci vuole un medium che faccia da intermediario.

Consideriamo ora brevemente alcune tecniche per comunicare con gli spiriti. La tipologia è il linguaggio della comunicazione con lo spirito che batte i colpi .Vi è poi la tavoletta oui-ja: un quadrante con le lettere dell’alfabeto sulla quale si pone un ago mobile che si ritiene registri il messaggio dello spirito interrogato. Ancora più diffuso è il bicchiere parlante, dove invece dell’ago si usa un bicchiere rovesciato su una superficie liscia ed i partecipanti mettono l’indice sul bicchiere, il quale si sposta verso le lettere dell’alfabeto in risposta alle domande fatte. Vi è poi il tavolo ruotante, con cui si identifica un “sì” con un colpo, e un “no” con due colpi. Talvolta il tavolo si muove o dondola. Spesso infine, si utilizza la scrittura automatica, dove, invece del tavolino o del bicchiere, è la mano del medium che con una matita scrive il messaggio degli spiriti.

La dottrina spiritistica ha un carattere antiecclesiastico più o meno accentuato.

La Sacra Scrittura proibisce il tentativo di consultare i morti come un atto di infedeltà a Dio.

Il magistero della Chiesa Cattolica proprio per essere fedele alla Parola di Dio ha sempre condannato tutti i tentativi di mettersi in comunicazione con le anime dell’aldilà che non siano quelli della preghiera. Riguardo allo Spiritismo, così si espresse il Santo Uffizio il 24 aprile 1917: “Si chiede: se sia lecito, con l’intervento di un cosiddetto medium, o senza alcun medium, servendosi o no dell’ipnotismo, assistere a qualsiasi comunicazione o manifestazione spiritistica, anche a quelle che presentano apparenze di onestà, di pietà, sia interrogando le anime o gli spiriti, sia ascoltando le risposte, sia semplicemente guardando magari con la riserva tacita o espressa di non aver nulla a che fare con gli spiriti maligni. La risposta è negativamente in ogni caso”.

Lo Spiritismo è condannato dalla Chiesa per l’atteggiamento contrario alla mentalità di fede in Dio, oltre che per il pericolo di interventi demoniaci.

Dei fatti dello Spiritismo vengono date tre diverse interpretazioni. La prima è quella della frode, che riduce tutto ad inganno ed a manipolazione. Vi è poi la teoria naturalistica, che interpreta i fenomeni come causati da forze naturali non ancora conosciute alla scienza. La parapsicologia cerca appunto di indagare su tali forze naturali ignote. La terza interpretazione infine propone l’ipotesi dell’intervento di esseri intelligenti che possono essere angeli, diavoli od anime di defunti.

In genere, riguardo allo Spiritismo, per lo più abbiamo delle interpretazioni combinate. Il magistero della Chiesa Cattolica si astiene dal giudicare la natura dei fatti paranormali che accadono nel contesto delle sedute e con le anime dei defunti o con gli spiriti dell’aldilà. E’ impossibile che si tratti delle anime dei defunti, perché questo è da escludere completamente a livello teologico.

Tali anime infatti si trovano nella condizione di dannazione, di purificazione o di beatitudine. Rimangono perciò esclusivamente i puri spiriti cattivi o buoni. Escludiamo l’intervento degli angeli buoni nelle sedute spiritiche, perché essi si muovono sempre in perfetta consonanza con la volontà di Dio. I messaggi, al contrario, risultano quasi sempre opposti alla volontà di Dio ed alla morale cattolica. Nelle sedute, inoltre, a lungo andare si cerca di istigare le persone presenti ad azioni malvagie, e non è difficile immaginare la terribile forza malefica che può suggerire un consiglio cattivo che si presuppone invece venuto da spiriti amici e protettori.

A questo proposito, è storicamente accertato che numerose azioni immorali come furti, vendette, adulteri, sono state incoraggiate da presunti spiriti consiglieri. Inoltre, l’atmosfera dello Spiritismo si è rivelata alquanto insalubre, perché ha sviluppato tendenze morbose e prodotto parecchi individui squilibrati ed esaltati.

Siccome l’albero si riconosce dai frutti, è impossibile che tutto ciò sia opera degli spiriti buoni. Vi è quindi la certezza di una certa influenza diabolica, cioè che i demoni si nascondano dietro queste apparizioni di anime defunte. La Chiesa non esclude completamente questa causa demonologica delle sedute spiritiche, però avverte chiaramente che l’influsso diabolico diretto è estremamente raro, non è certamente la norma.

La saggezza della Chiesa Cattolica ritiene che quando vi siano indizi, sia pur deboli, per una possibile spiegazione naturale, non si può prudentemente affermare l’intervento di forze superiori. Quello che non sembra possibile alla luce della teologia cattolica è che Dio permetta che questi fenomeni preternaturali siano così frequenti e di ordinaria amministrazione in base ai capricci degli uomini, perché ciò significherebbe sovvertire l’ordine della natura, e non sembra conciliabile né con la costanza delle leggi che reggono la natura, né con i piani della Sapienza divina.

La spiegazione naturale nella quasi totalità dei fenomeni paranormali e spiritici sembrerebbe in conclusione essere quella più accreditata e giustificata, infatti i fenomeni dello Spiritismo sono troppo legati a determinate condizioni, quali ad esempio un tavolino leggero o particolare, mancanza di luce o quasi, atteggiamento obbligato delle mani dei partecipanti, ecc. Inoltre i fenomeni si rivelano strettamente collegati alle forze fisiche e psichiche dei medium e dei loro cooperatori e le stesse manifestazioni intellettuali si mostrano proporzionate e legate alla personalità del sensitivo e dei partecipanti.

I defunti, in quanto messaggeri di Dio, possono intervenire eccezionalmente nella nostra vita, ma mai per soddisfare la nostra curiosità, come quando si evocano gli spiriti nelle sedute, e mai perché obbligati da bicchieri parlanti o tavoli ruotanti. Noi Cattolici, attraverso la preghiera, possiamo parlare ai nostri defunti ed essi ci ascoltano.

Con le nostre preghiere possiamo aiutarli se si trovano ancora nella dimensione di purificazione. Tutti noi cristiani, sia vivi che morti, apparteniamo infatti al corpo mistico di Cristo, dove ogni membro è al servizio dell’altro. I nostri defunti non sono assolutamente spiriti erranti alla ricerca di un medium per farsi intendere; essi sono intercessori presso Dio, cioè sono pronti a darci il loro aiuto efficace, reale, se nella preghiera lo chiediamo.

In Italia le sedute spiritiche (da quelle serie a quelle fatte per gioco dagli studenti) sono molto diffuse e certamente lo Spiritismo ha un largo seguito. Questo è provato anche dal fatto che si pubblicano molte opere in materia contenenti rivelazioni che provengono dall’aldilà registrate in cassette. Soprattutto sono molto diffuse le opere di Allan Kardec (1804-1869) che è stato il teorico dello Spiritismo; in particolare “Il Libro degli spiriti” è l’opera che contiene l’insegnamento dato dagli stessi spiriti per rivelare agli uomini i principi della dottrina spiritica e della vita dopo la morte, nonché una tabella per comunicare con essi.

Evocare i morti per chiedere loro consigli, informazioni, profezie, oppure per placare la loro ira, è una usanza vecchia quanto il mondo. Nella Bibbia, ad esempio, vediamo il re Saul (1 Sam. 28) cercare di comunicare con lo spirito di Samuele servendosi di una indovina. In Mesopotamia, invece, si cercava di entrare in contatto con i morti nel momento in cui si pensava tornassero a visitare la loro vecchia casa. Il culto delle anime degli antenati con offerte e cibi per onorarli ed ottenerne l’aiuto, era praticato in Cina ed India, come anche dai Greci e dai Romani.

 

Assunta Trebisondi