Sovrappeso e gravidanza- Mamme e bambini

Il sovrappeso e l’obesità fanno aumentare il rischio di complicazioni legate alla gravidanza, sia per la madre sia per il bambino: le gestanti in sovrappeso od obese presentano maggiori rischi di:

  • Diabete gestazionale(glicemia alta nel corso della gravidanza), (ipertensione durante la gravidanza che può causare gravi problemi sia per la madre sia per il bambino se non viene curata),
  • parto cesareo -complicazioni del parto cesareo.

Le madri in sovrappeso od obese corrono inoltre maggiori rischi di mettere al mondo figli affetti da malformazioni del tubo neurale (malformazioni del cervello e del midollo spinale), nati morti, prematuri o troppo grandi per l’età gestazionale.

Le gestanti in sovrappeso corrono un rischio maggiore di soffrire di

  • insulinoresistenza,
  • glicemia alta,
  • pressione alta.

L’insulinoresistenza è una condizione in cui le cellule non reagiscono correttamente all’insulina, l’ormone che consente l’utilizzo del glucosio nelle cellule, che lo useranno per produrre energia. L’insulinoresistenza può provocare l’iperglicemia, cioè l’aumento del glucosio nel sangue, che a sua volta è causa di diabete.

Il sovrappeso fa anche aumentare i rischi connessi agli interventi chirurgici e all’anestesia, mentre l’obesità grave fa aumentare i tempi delle procedure operatorie e il rischio di sviluppare emorragie.

Alcune ricerche hanno dimostrato che l’aumento eccessivo di peso durante la gravidanza (anche se non provoca l’obesità) è comunque in grado far peggiorare i rischi.

Le donne in sovrappeso o obese che desiderano avere un figlio dovrebbero chiedere al medico come fare per dimagrire prima della gravidanza. Se si dimagrisce prima della gravidanza è possibile ridurre in modo significativo la possibilità di sviluppare complicazioni.

Le gestanti in sovrappeso od obese dovrebbero invece chiedere al ginecologo informazioni su come evitare di ingrassare troppo e sulle attività fisiche sicure durante la gravidanza.

Cercare di dimagrire dopo il parto può essere utile per minimizzare i rischi. Se durante la gravidanza si è sofferto di diabete gestazionale, dimagrire dopo il parto minimizzerà il rischio di ammalarsi di diabete in seguito.

Bambini

In Italia il 10% dei bambini è obeso, il 5% mostra una glicemia elevata e addirittura 1 su 3 ha già il fegato grasso; sono numeri allarmanti, che traducono in dati quanto i pediatri vedono ogni giorno, ossia che sempre più bambini e adolescenti soffrono per la prima volta nella storia di patologie conseguenti all’obesità:

  • pressione alta,
  • alterazioni dei livelli di colesterolo,
  • diabete di tipo 2.

Un intervento tempestivo su dieta e stile di vita è in questi casi l’approccio migliore, quello che garantisce maggiori possibilità di successo e prevenzione di complicazioni che si trascinerebbero fino all’età adulta.

Secondo le indicazioni dei pediatri i primi 1000 giorni di vita possono fare la differenza, è infatti nei primi due anni di vita (insieme ai 9 mesi della gravidanza) che si pongono le basi ormonali e metaboliche per uno sviluppo sano; in letteratura troviamo infatti innumerevoli dimostrazioni di quanto ciò che accade in questi primi mille giorni possa concretamente influenzare la predisposizione verso varie malattie negli anni successivi e in età adulta.

A questo proposito è utile imperniare lo stile di vita sul decalogo proposto salla Società Italiana di Pediatria e dalla Società Italiana di Endocrinologia Pediatrica:

  • Gravidanza:
    1. Attenzione al peso ed evitare il fumo, per ridurre il rischio di sovrappeso alla nascita.
  • Primi due anni di vita:
    1. Allattare al seno in modo esclusivo possibilmente fino a 6 mesi per ridurre il rischio obesità nelle età successive.
    2. Evitare un eccessivo aumento di peso e del rapporto peso/lunghezza sin dai primi mesi di vita, in quanto fattore di rischio per l’obesità.
    3. Non introdurre prima dei 4 mesi alimenti solidi e liquidi diversi dal latte materno o dalle formule per lattanti.
  • Bambini in età scolare e adolescenti:
    1. Limitare il consumo di junk e fast-food.
    2. Evitare bevande zuccherate, sport drink, succhi di frutta con zuccheri aggiunti.
    3. Ridurre a meno di 2 ore al giorno il tempo trascorso davanti a uno schermo (TV, videogiochi, computer, cellulare, …).
    4. Rispettare una corretta igiene del sonno ( la carenza del sonno è un fattore di rischio per il sovrappeso e l’obesità).
  • Tutta la vita:
    1. Seguire una dieta sana, per esempio secondo il modello di alimentazione mediterranea, che preveda almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura.
    2. Praticare mediamente almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata/intensa.

Apnee del sonno

L’apnea del sonno è un disturbo in cui il paziente smette di respirare per alcuni istanti durante la notte. Chi soffre di apnea nel sonno può soffrire anche di

  • Sonnolenza durante il giorno,
  • difficoltà di concentrazione
  • insufficienza cardiaca.

Apnea del sonno e sovrappeso

Chi è in sovrappeso corre maggiori rischi di apnea nel sonno, perché probabilmente ha del grasso in eccesso intorno al collo, in grado di ostacolare la respirazione. Se le vie respiratorie sono ostruite può essere difficile respirare, si può russare o si può verificare l’apnea; inoltre il grasso presente nel collo e nel resto dell’organismo può produrre sostanze che scatenano le infiammazioni, e l’infiammazione del collo è un fattore di rischio per l’apnea notturna.

Se si dimagrisce in genere l’apnea notturna scompare o regredisce.


Sovrappeso ed osteoartrite

Se si è in sovrappeso c’è maggior pressione sulle articolazioni e sulle cartilagini, che quindi si consumano più rapidamente; inoltre i pazienti in sovrappeso possono avere in circolo una maggiore quantità di sostanze che scatenano le infiammazioni. Le infiammazioni delle articolazioni possono far aumentare il rischio di soffrire di osteoartrite.

Perdere almeno il 5 per cento del proprio peso può far diminuire il carico di lavoro delle ginocchia, del femore e della parte bassa della schiena, e ridurre l’infiammazione. Se soffrite di osteoartrite, dimagrire può essere utile per alleviare i sintomi.

Sovrappeso e cistifellea

Chi è in sovrappeso corre un rischio maggiore di soffrire di problemi alla cistifellea, perché produce una quantità maggiore del normale di colesterolo, una sostanza simile ai grassi che si trova nell’organismo e rappresenta un fattore di rischio per i calcoli biliari. Nei pazienti in sovrappeso aumentano le dimensioni della cistifellea, che può non funzionare correttamente.

Dimagrire in modo molto rapido (più di un chilo e mezzo a settimana) o dimagrire molto può far aumentare il rischio di calcoli biliari. Se invece si dimagrisce di meno e più lentamente (da due etti e mezzo a un chilo a settimana) si hanno meno probabilità di soffrire di calcoli biliari. Il rischio di calcoli è minimo se si raggiunge il peso forma e si riesce a mantenerlo.

Sovrappeso e steatosi

Chi soffre di diabete e di prediabete (situazione in cui la glicemia è maggiore del normale, ma non raggiunge l’intervallo di valori tipico del diabete) corre un rischio maggiore di soffrire di steatosi. Chi è in sovrappeso ha maggiori probabilità di soffrire di diabete, tuttavia non si sa con esattezza perché alcuni pazienti in sovrappeso soffrono di fegato grasso mentre altri no.

Dimagrire e fare attività fisica può essere utile per tenere sotto controllo la glicemia, inoltre può far diminuire l’accumulo di grassi nel fegato e prevenire ulteriori lesioni. Chi è affetto da steatosi dovrebbe in ogni caso evitare l’alcol.


Dr.Roberto Gindro