Repubblicano o Fariseo?

Come ha detto pure Papa Francesco- Gesù “mette in scena” un fariseo e un pubblicano. Si tratta di due figure note e nettamente contrapposte: il rigoroso osservante, il fariseo, il peccatore notorio, il pubblicano. I farisei, come si sa, erano coloro che, di fronte ai Romani che occupavano il paese, erano arrivati a “rassegnarsi” intelligentemente a vivere la loro fede osservando scrupolosamente la Legge di Dio. La fissazione sulle Legge li aveva portati ad accentuare i meriti di chi la osserva e a mettere in secondo piano Dio e la sua grazia. Il pubblicano era l’esattore delle tasse, odiato perché spillava soldi, spesso rubava e sempre collaborava con i Romani, stranieri e pagani. Per tutte queste ragioni era ritenuto peccatore irrecuperabile. I due protagonisti potrebbero dunque essere definiti il buono, il fariseo, e il cattivo, il pubblicano.

Tutti e due  vanno al tempio e tutti e due pregano. Il fariseo, dice il testo, prega “tra sé”.

Mentre il fariseo è, teologicamente, il personaggio sicurissimo, il pubblicano è il personaggio senza speranza. Il peccatore sa di essere peccatore ma sa anche che Dio non disprezza un cuore affranto e umiliato. Che cosa succede ai due? Gesù spiega : chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato, dunque il peccatore tornò a casa sua perdonato, a differenza del fariseo, perché Dio umilia chi si esalta ed esalta chi si umilia. Se voglio essere accolto da Dio, dunque, devo sapere anzitutto di averne bisogno.

I farisei non si salvano. Sia quelli che vanno in chiesa e che dicono: siamo buoni perché andiamo in chiesa, sia quelli che non vanno in chiesa e se ne vantano: io so di essere a posto di fronte a Dio. Per gli uni e per gli altri “io” è più importante di “Dio”.

Sono giusto, giustificato, amato da Dio quando so di non meritarlo. La strana, bellissima verità del vangelo di oggi.

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Se Gesù fosse vivo oggi contro chi scaglierebbe le durissime accuse che vediamo qui gridate, in questo stupendo brano del film sul vangelo di Matteo, realizzato da Pier Paolo Pasolini?
Contro quali parti di noi?

Dove si nascondono oggi le peggiori mistificazioni del bene, della pace, della giustizia, della verità?

Gesù attacca l’ipocrisia, il mascheramento, la cura della esteriorità, e invita tutti alla trasformazione interiore.
Dove vedete massimamente all’opera oggi l’ipocrisia dei sepolcri imbiancati? In quali atteggiamenti, anche nostri, l’Ego manifesta tutta la sua arroganza cieca? Se c’è una cosa che al Signore proprio non piace è quell’atteggiamento che normalmente definiamo come “ipocrisia” e che – nel linguaggio delle scritture – è l’essere “fariseo”. Ora in sé “fariseo” non vuol dire ipocrita, è solo il nome di una sétta ebraica dei tempi di Gesù che era molto, molto ligia all’applicazione letterale e puntuale della Legge, con tutte le sue prescrizioni, ma molto meno puntuali quanto al suo “spirito”. Insegnavano la Legge, ma non la applicavano davvero, se non in maniera meccanica. I Vangeli ci raccontano di diversi “scontri teologici” (e veri schiaffi morali) tra di Lui e i vari dottori della Legge come in Luca (6, 1-11)

Ma non mancano molti altri episodi come in Marco (7, 1-13) o in Matteo (15, 12-14 oppure 23,2-7 o 23, 23).

Il Papa ha spiegato poi, tornando sull’argomento (2014) che:

«Questo è il dramma di questa gente, e anche il dramma nostro! Si sono impadroniti della Parola di Dio. E la Parola di Dio diventa parola loro, una parola secondo il loro interesse, le loro ideologie, le loro teologie… E ognuno la interpreta secondo la propria volontà, secondo il proprio interesse. Questo è il dramma di questo popolo. E per conservare questo, uccidono. Questo è successo a Gesù».

Ci sono due strade nella vita: la strada dell’esclusione delle persone dalla nostra comunità e la strada dell’inclusione. La prima può essere piccola ma è la radice di tutte le guerre: tutte le calamità, tutte le guerre, incominciano con un’esclusione. Si escludono dalla comunità internazionale ma anche dalle famiglie, fra amici, quante liti… E la strada che ci fa vedere Gesù e ci insegna Gesù è tutt’altra, è contraria all’altra: includere»(2015).

E ha spiegato chi non è fariseo, chi non è ipocrita. I bambini. 

Ed io mi sento di essere una persona leale, trasparente o sono un ipocrita?» 


 

 

Amanda Dea