Rapporto mamma e figlio- prima parte

Il primo anno di vita del bambino è il periodo fondamentale per la formazione del suo Io individuale e per l'acquisizione della prima coscienza di sé; proprio nei primissimi mesi di vita, il legame tra mamma e bambino, intenso e necessario durante la gravidanza grazie al cordone ombelicale, risulta altrettanto forte, quasi che esso vivesse ancora nella sua pancia e fosse una cosa sola con la madre.

In questa fase si sviluppa l'attaccamento speciale tra madre e figlio, necessario per l'allattamento: essendo la madre, la fonte primaria di nutrimento del piccolo, è lei che il piccolo ricerca come persona di riferimento ed è con lei che ha i suoi rapporti primari.

A distrarlo da questa sorta di simbiosi sono le sensazioni corporee e gli stimoli esterni: nel momento immediatamente successivo alla nascita, inizia, infatti, lo sviluppo celebrale e psico-motorio del bambino, che si alimenta dal confronto con l'ambiente circostante attraverso l'utilizzo dei cinque sensi. Sono, infatti, i sensi che gli permettono di interagire con la mamma e di avvertire le sensazioni di fame, sete, freddo, caldo, bagnato, alle quali, nella sua mente, solo l'intervento della madre può porre rimedio.

Grazie soprattutto all'allattamento si crea il legame di attaccamento madre-figlio che è, secondo gli psicologi, la base affettiva su cui egli imposterà la fiducia in se stesso e negli altri e la sua identità.

Infatti, il gesto di allattare, oltre a soddisfare la primaria necessità di alimentazione del neonato, è anche un fondamentale momento di contatto, in cui il bambino viene stretto al cuore e al seno della madre e avvolto nelle sue braccia. In questa culla corporea ritorna a una condizione di calore e sicurezza in grado di rievocare il grembo materno. Durante l'allattamento il bambino è in grado di percepire gli odori, i colori e i suoni legati alla madre e si muove con lei in perfetta sintonia, alternando momenti di pausa e momenti di attività.

Numerosi studi dimostrano la natura positiva e salutare del contatto tra mamma e bambino, anche nel momento immediatamente successivo al parto. Osservando i bambini in ospedale, si è notato che quelli che venivano subito separati dalla madre manifestavano crisi di pianto e alti segnali di stress, mentre quelli tenuti a contatto diretto con la madre presentavano migliori valori fisiologici ed umorali.

Trascorso il primo anno con questo perfetto legame, arriva la fase dello svezzamento, quindi del passaggio dal latte materno, alle prime pappe e poi agli alimenti meno complessi, che alcune donne e alcuni bambini vivono come un momento di crisi. Si tratta, in effetti, di una crisi, perché rompe l'equilibrio che si era precedentemente instaurato, ma è una crisi positiva: il bambino cresce, la mamma sarà più libera fisicamente dall'obbligo della nutrizione e il loro rapporto si evolverà con loro.

La perdita del contatto e del seno materno può essere vissuta come un'esperienza molto negativa da parte del bambino. Starà quindi alla madre contenere la sua paura e rassicurarlo, aiutandolo ad accettare la novità: il biberon, i nuovi alimenti, i nuovi sapori, i nuovi odori, devono essere presentati al bambino in un modo rassicurante, facendogli capire che si può fidare di tutte queste novità che gli vengono presentate dalla mamma e dal papà.

Anche per i genitori si aprirà un nuovo mondo, fatto di piccole ricette, ingredienti di qualità, cibo sano e digeribile, tutto per assicurare la salute e il benessere del proprio bambino in ogni momento e a ogni pasto.


Amanda Dea