QUAL È IL VERO DIGIUNO QUARESIMALE?

I vescovi italiani hanno riassunto le attuali disposizioni in una nota pastorale del 1994 intitolata Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza. In sintesi, alle disposizioni sul digiuno sono tenuti i maggiorenni fino al sessantesimo anno di età, a meno che non ci sia una giusta causa, come la salute. Ma in cosa consiste il digiuno? Si tratta di fare un unico pasto durante la giornata, anche se si può prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate. Quando è obbligatorio digiunare? Il mercoledì delle Ceneri (o il primo venerdì di Quaresima per il rito ambrosiano) e il Venerdì santo. È consigliato il Sabato santo sino alla Veglia pasquale. Chi si trovasse in seria difficoltà, è tenuto a mettere in pratica la norma sostituendo il digiuno con un’altra opera di penitenza.

Va ricordato che il digiuno cristiano ha un significato spirituale e non salutistico. In altre parole, è un segno esteriore di conversione, del nostro impegno a vivere una vita cristiana più autentica. Le varie forme di penitenza, soprattutto in Quaresima, devono condurci ad accostarci al sacramento della Penitenza (o Confessione) per lasciarci guidare dallo Spirito in una vita piena di amore verso tutti.

Per comprendere meglio il collegamento del digiuno e dell’astinenza con l’impegno a crescere e a maturare nella vita di fede e di carità, i vescovi chiedono di valorizzare insieme a queste pratiche anche e soprattutto l’ascolto e la meditazione della parola di Dio, una più intensa vita liturgica, iniziative di preghiera personale e di gruppo, forme di carità e di servizio, magari proponendo alle comunità parrocchiali, a gruppi, movimenti e associazioni, uno o più interventi di aiuto a favore delle situazioni di bisogno, verso le quali far convergere i “frutti” del digiuno e della carità.

Fonti: FC