PROCESSI TROPPO LUNGHI, DIRITTO AD UN EQUO PROCESSO ENTRO UN TERMINE RAGIONEVOLE E DIRITTO AD UNA EQUA RIPARAZIONE

La giustizia è il polo intorno al quale ruota il mondo che governa la società.

Il senso di giustizia è il desiderio esclusivo della natura umana di punire i colpevoli, dando loro la giusta pena da scontare. Ma a lasciare senza parole purtroppo c’è un altro aspetto che offre uno spaccato desolante ed umiliante del nostro Paese: molti cittadini italiani, infatti, sono stati costretti a rivolgersi al Giudice di Strasburgo per ben circa 2.600 volte, essendo secondi solo alla Turchia, per un numero di processi celebrati dinanzi alla Corte Europea.

In Italia, secondo la Corte Europea dal 1959 ad oggi non c’è garanzia nel garantire un giusto processo; il sistema normativo e giurisdizionale italiano è inefficace a garantire effettivamente i propri diritti. La nostra giustizia spesso si rileva incapace di tutelare i cittadini. Dunque ogni cittadino italiano può richiedere, in base alla legge Pinto n.89 del 24 marzo 2001, un equo risarcimento danni causato dalle lungaggini dei processi giudiziari sotto forma di indennizzo. In pratica viene riconosciuta, per ogni anno di eccessiva durata del processo, una somma a titolo di risarcimento. Dunque si può ottenere l’indennizzo per processi durati più di sei anni con un ricorso presentato in Corte d’ Appello entro sei mesi dalla conclusione del processo. Prima di richiedere l’indennizzo è opportuno valutare bene se ci sono possibilità di un buon esito per non incorrere in sanzioni. Riformare la magistratura verso una maggiore responsabilità, organizzazione e diligenza è il primo passo da affrontare per dimezzare i tempi delle cause. I tempi eccessivi costituiscono, infatti, un grave pericolo per il rispetto dello stato di diritto e conducono alla negazione dei diritti consacrati dalla Convenzione europea dei diritti dell’ uomo.

E’ di fondamentale importanza tutelare i cittadini che ricorrono alla giustizia e infondere nella collettività la fiducia nelle istituzioni, evitando processi troppo lunghi e dispendiosi.


Valeria Di Giovanni