Pasqua dietro le sbarre per don Michele Barone!

Resterà in carcere a Vallo della Lucania anche durante il periodo pasquale don Michele Barone, il prete di Casapesenna accusato di avere praticato esorcismi violenti su una 14enne, tanto da procurarle lesioni.

Il tribunale del Riesame ha infatti respinto la richiesta di scarcerazione presentata dal suo legale, l’avvocato Carlo Taormina, in merito alla seconda ordinanza di arresto subita dal sacerdote del Tempio di Casapesenna. In quest’ultima ordinanza di custodia era contestato al prete anche l’aggravante delle lesioni permanenti alla 14enne vittima del suo esorcismo.

Anche nel caso in cui i giudici del Riesame avessero accettato l’istanza presentata da Taormina, don Michele non avrebbe potuto lasciare il carcere: i giudici della Libertà avevano infatti respinto la prima richeista del legale relativa alla precedente misura cautelare, in cui il sacerdote era accusato maltrattamenti e abusi e di violenza sessuale di due 20enni.

“Esorcismi nella hall dell’albergo”

Esorcismi praticati anche nella hall di un albergo di Medjugorje. Una ‘visione’ così forte da spingere un vescovo Irlandese a mettere in guardia il presule di Aversa Angelo Spinillo sulle pratiche di don Michele Barone. Emerge anche questo dalla seconda ordinanza di custodia cautelare a carico del parroco del Tempio di Casapesenna, accusato di maltrattamenti ai danni di una 13enne di Maddaloni e di violenza sessuale ai danni di alcune sue adepte.

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Don Michele Barone e il vescovo di Aversa Angelo Spinillo


A fare emergere il particolare è stato lo stesso vescovo di Aversa che, ascoltato in Procura, ha raccontato che nel mese di novembre aveva ricevuto una lettera dal cancelliere della Diocesi di Ferns (Irlanda) che gli chiedeva di “fare attenzione” a don Michele Barone. Ed in quella lettera si faceva riferimento ad alcune “pratiche” compiute dal sacerdote nella hall di un albergo di Medjugorje, che avevano destato “sconcerto” ed apparivano “inequivocabilmente sussumibili nelle attività di esorcismo”. Per questo motivo il vescovo aveva convocato alcuni adepti, tra cui i genitori della 13enne di Maddaloni ed il dirigente di polizia Luigi Schettino (finito ai domiciliari) che avevano difeso il parroco, asserendo che “gli irlandesi erano ubriaconi e non credibili”.

Simone