Papa Francesco ai vescovi gli omosessuali non possono entrare in seminario

La stretta di Bergoglio sull'accesso dei gay ai seminari non va intesa come una novità: la sua indicazione ai vescovi segue la Ratio Fundamentalis pubblicata nel dicembre 2016 dalla Congregazione per il clero. Nel testo si afferma che "in relazione alle persone con tendenze omosessuali che si accostano ai seminari, o che scoprono nel corso della formazione tale situazione, in coerenza con il proprio magistero, la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al seminario e agli ordini sacri coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay". Il Pontefice, tuttavia, aveva avuto l'attenzione nel distinguere gli atti dalle tendenze omosessuali definendo i primi come "peccati gravi", "intrinsecamente immorali e contrari alla legge naturale" e le seconde abitudini "oggettivamente disordinate", ma riferendosi a loro invitava a trattare tali tendenze con "rispetto e  delicatezza", evitando "ogni marchio di ingiusta discriminazione" e specificando infine: "Se un candidato pratica l'omosessualità o presenta tendenze omosessuali profondamente radicate, il suo direttore spirituale così come il suo confessore hanno il dovere di dissuaderlo, in coscienza, dal procedere verso l'ordinazione".


Davide Falcioni