ORO BIANCO

Oggi, si piange sul latte versato.

Fiumi di latte di pecora, scorrono, ormai da giorni, tra le strade e tra i canali della Sardegna. Un gesto molto forte che sta lasciando senza parole spettatori da tutta Italia. Perché arrivare ad un gesto tanto estremo? Perché mettere in atto un tale spreco? I pastori Sardi sono in rivolta a causa del prezzo troppo basso del latte, attualmente pagato dall’industria a 55/60 centesimi al litro.

Va detto che la guerra del latte non è scoppiata all’improvviso e che periodicamente si ripropone l’anomalia di un mercato in cui sembrano pagare pegno innanzitutto i pastori, infatti questo prezzo arriva a mala pena a coprire la metà delle spese di produzione. Si parla ormai di circa un milione di litri versati in strada, frutto del lavoro e del sudore di ogni singolo pastore in segno di protesta, che non hanno trovato miglior metodo di lotta per attirare l’attenzione su un problema che sta sfociando al limite dello sfruttamento. Il lavoro non pagato o sottopagato è definibile semplicemente così: sfruttamento.

I protestanti hanno ricevuto in questi giorni la solidarietà di molti, a partire dai vescovi sardi che esprimono; convinta adesione alle ragioni che hanno determinato una protesta così estrema.

Piange il cuore – precisa la Conferenza episcopale sarda – nel vedere le nostre strade invase da quel fiume bianco, che dovrebbe essere, invece, veicolo di benessere e di serenità per chi lo produce. È vero che la sopportazione è arrivata al limite e il senso dell’ingiustizia subita non può tollerare ulteriore indifferenza da parte di chi è tenuto ad assicurare il giusto riconoscimento a un lavoro tanto duro e spesso ingrato; eppure si tratta pur sempre di un ben di Dio che non deve andare sprecato.

Sabato 9 febbraio a fine mattina un gruppo di allevatori si è presentato anche davanti ai cancelli del centro sportivo di Assemini, dove si allena la squadra di calcio del Cagliari. Dopo aver sistemato le auto davanti all’ingresso, i pastori hanno chiesto di parlare con i giocatori e la società.

Alcuni giocatori del Cagliari, con la divisa rosso-blu, hanno voluto mostrare la propria solidarietà ai pastori dando un calcio ad alcuni bidoni di latte che gli allevatori avevano portato davanti al centro sportivo, rovesciandolo a terra.

Oggi, questa Sardegna che grida, preoccupa, scuote e a tratti indigna, deve essere un forte segnale per tutti noi, che dormiamo tranquilli su una dignità che stiamo perdendo giorno per giorno. Un prezzo alto, altissimo, che tutti stiamo pagando. Quello che, in Sardegna, un comparto intero sta pagando a fronte di una situazione generale fuori controllo, fatta di ritardi, burocrazia, leggi di mercato che poco margine lasciano alle manovre del settore e dove il “dentro o fuori”

sembra farla da padrone. Dovendo scegliere un prezzo da pagare, i pastori sardi, oggi, per darsi voce, hanno scelto di pagare con il loro lavoro e il sudore, regalando alle strade della loro terra litri e litri di “oro bianco”.

 

Ci auguriamo che, almeno questa voce, verrà ascoltata.

 

Rosalia Longo