Nicola Sala

Nicola Sala nasce a Tocco Caudio (BN) il 7 aprile 1713. Studia a Napoli al Conservatorio della Pietà dei Turchini con i maestri N. Fago e Leo.

In qualità di studente del corso superiore, secondo la prassi del tempo, gli è affidato il compito di insegnare agli allievi dei corsi inferiori. E', pertanto, "maestrino", supportando e sostituendo i titolari di cattedra.

Nel 1783 il Senato di Messina chiede al re di concedergli la facoltà di nominare Sala maestro di cappella della cattedrale della città, senza adempiere alle formalità del concorso. Il re respinge la richiesta. Sala svolge, così, la sua attività a Napoli, rappresentando le sue opere al Teatro di San Carlo e insegnando per tutta la vita al Conservatorio della Pietà dei Turchini dal 1787 in qualità di "secondo maestro", dal 1793 nel ruolo di "primo maestro".


Dopo aver formato molte generazioni di musicisti, solo due anni prima della morte, sopraggiunta il 31 agosto 1801, alla veneranda età di ottantasei anni, l'11 ottobre 1799 lascia l'insegnamento, mentre a Napoli imperversa la repressione borbonica contro i fautori della Repubblica Partenopea.

In questa tragica e confusa situazione scompaiono gli originali delle opere di Sala, ritrovati solo nel 1860 e custoditi attualmente nella biblioteca del Conservatorio di Napoli.

Sala vive la cultura musicale napoletana del suo tempo e dà il suo contributo al genere dell'opera seria di stampo metastasiano che da Napoli nei primi anni del Settecento si era irradiata in tutta Europa. Potrebbe provare la precoce produzione teatrale del compositore la notizia, benché non verificabile, addotta da Fétis. Quest'ultimo riferisce di aver visto nel 1737, a Roma, una partitura di Vologeso, opera seria di Sala, all'epoca ancora "maestrino".

Sala scrive altre opere fra il 1761 e il 1769 (Zenobia, Demetrio, Merope) , tutte su testo di Metastasio. Anche per il testo del suo unico oratorio, Giuditta, ossia la Betulia liberata, ricorre al celebre poeta Metastasio che a Napoli era stato attivo per un lungo periodo prima di ottenere la prestigiosa carica di poeta cesareo alla corte di Vienna (1730).

Degna di attenzione è anche l'ampia produzione di musica sacra, messe, magnificat, responsori e miserere, generi più congeniali alla formazione dell'autore che, insieme ad altri maestri di armonia e contrappunto, fa da baluardo allo strapotere della melodia accompagnata, incontrastata protagonista sulle scene di tutta Europa. Il ritrovamento nel 1860 di parte delle opere di Sala, andate perdute durante la Rivoluzione del 1799, dà impulso agli studi di storici quali C. A. de Rosa (Marchese di Villarosa), F. Florido, G. Leo. S. Di Giacomo, Ulisse Prota-Giurleo che hanno ricostruito la biografia dell'autore.

Simone Tirampalle