La Leonessa del Sannio

Facendo un’escursione tra i monti di contrada Cese, situati tra i comuni di Cerreto Sannita e Guardia Sanframondi, si può trasformare in una passeggiata alla ricerca di un passato mitico. Il masso calcareo che domina le colline sannite possiede impressionanti sembianze feline. In questa specie di Sfinge beneventana, nei suoi meandri e anfratti oscuri, un tempo avvenivano riti pagani e religiosi. 

 Intorno al 700 d.C., nella grotta che La Leonessa racchiude al suo interno venne allestita una cappella dedicata a San Michele Arcangelo. Nel periodo longobardo il culto micaelico ebbe larga diffusione e quando i barbari abbandonarono il paganesimo per aderire al cristianesimo, fu l’effige dell’Arcangelo  una delle prime ad essere adorata.

Grazie all’opera di evangelizzazione del vescovo Barbato, i barbari si convertirono e probabilmente svestirono il loro dio togliendogli i tratti pagani  e tramutandolo in un santo cristiano: San Michele.

Al di là dell’origine di tale culto, è rilevante la sua diffusione da Roma, al Gargano fino al cuore del Sannio. La Leonessa, non a caso, si erge maestosa proprio lungo un tratturo che collega Benevento con il Molise e la Puglia.

Il luogo sacro fu profanato e nel 1793 perse ufficialmente la sua funzione religiosa e ogni simbolo cristiano fu trasferito nelle chiese di Cerreto Sannita. Negli ultimi anni, il sito è stato oggetto d’interventi finalizzati a riqualificare l’area per accogliere visitatori curiosi di scoprire un angolo nascosto del Sannio.


Ilaria Sebastianelli