La famiglia di fatto

Il concetto di "famiglia" ha subito negli anni importanti cambiamenti. Infatti, il nostro ordinamento, pur attribuendo una formale superiorità ed una maggiore dignità alla famiglia fondata sul matrimonio, a seguito del mutamento dei costumi sociali dettato dal dinamismo etico e culturale che caratterizza la società attuale, ha dato una maggiore rilevanza giuridica e di conseguenza una maggiore tutela alla cd. famiglia di fatto.

Per far sì che esista, sul piano giuridico, una famiglia di fatto, è necessaria la sussistenza di quattro importanti requisiti: la convivenza qualificata, il riconoscimento nella società della coppia come famiglia, la stabilità della relazione affettiva che lega i conviventi e la mancanza di un atto di matrimonio.

Tuttavia, la mancata equiparazione tra convivenza di fatto e matrimonio, provoca anche una diversità di trattamento nei rapporti interni ed esterni della coppia di fatto.

Di conseguenza la rilevanza giuridica della sola convivenza qualificata tra due persone è data da una miriade norme di legge speciali, di cui, vista la mole, possiamo farne solo qualche esempio:

  • l’accesso alla procreazione medicalmente assistita è consentito anche alle coppie conviventi;
  • in un processo penale il convivente ha diritto di astenersi dal testimoniarecontro il compagno;
  • il convivente può subentrare nel contratto di locazioneintestato all’altro, in caso di morte di quest’ultimo;
  • in caso di uccisione del convivente, l’altro ha diritto al risarcimento del danno;
  • in materia di adozione, il minore che sia temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo può essere affidato anche ad una famiglia di fatto.

In capo ai partner, inoltre, non esistono i diritti e i doveri reciproci che il nostro ordinamento pone in capo ai coniugi.

Infatti, se la coppia, parte di una famiglia di fatto, decide di cessare la propria convivenza, tra gli ex compagni non restano né obblighi né diritti reciproci. I beni di ciascuno tornano in capo esclusivamente a chi li ha comprati e lo stesso vale per la casa di abitazione.

Quando, infine, muore un membro della coppia appartenente ad una famiglia di fatto, il compagno non ha dei diritti successori riconosciuti automaticamente dal nostro ordinamento (come, invece, avviene per il coniuge) e potrà beneficiare di parte dell'eredità del defunto solo se questi lo abbia nominato erede per testamento.

A tal proposito va precisato che, con la legge 76/2016, sono stati formalizzati nel nostro ordinamento i cd. contratti di convivenza.

Si tratta, in particolare, di accordi mediante i quali alla coppia di fatto è data la possibilità di disciplinare contrattualmente diversi aspetti patrimoniali relativi alla convivenza: abitazione, mantenimento in caso di bisogno, proprietà dei beni, testamento con clausole a favore del convivente, ed altri ancora.

Invece, per quanto riguarda le relazioni tra genitori e figli, non vi sono differenze con le cd. famiglie “tradizionali” in quanto vi è l'obbligo per entrambi i genitori conviventi di esercitare la normale responsabilità genitoriale e di mantenere, istruire ed educare la prole.

Tutto ciò anche grazie all'emanazione del decreto legislativo n. 154 del 2013 secondo cui il nostro ordinamento non fa più alcuna distinzione tra figli legittimi e figli naturali, con la conseguenza che la loro posizione nell'ordinamento non è in alcun modo condizionata dall'essere parte di una famiglia di fatto.

Noemi Onori