La costruzione dell’identità di genere

L’identità di genere viene a delinearsi all’interno dello sviluppo dell’identità e rappresenta la percezione sessuata di sé e del proprio comportamento in maniera unitaria e persistente come maschio o femmina (Simonelli, 2002).

Essa rappresenta l’integrazione sociale di aspetti biologici, sociali e psichici; è un sentimento di appartenenza, una convinzione intima e profonda e come tale si acquisisce. Già Kessler e Kenna (1978) parlavano di identità di genere riferendosi a “ciò che la persona si sente di essere”, indipendentemente dall’attribuzione di genere assegnata alla nascita; quindi l’identità di genere non costituisce un concetto stabile ma varia e si modifica durante tutta la vita.

Secondo Di Ceglie (1998) l’identità di genere si riferisce a come i concetti su come debba essere un uomo, una donna, o uno “che sta nel mezzo”, siano sganciati dai corpi delle persone e letti in quello che le persone fanno (come sono chiamate, come si comportano, come pensano su se stessi).

È sicuramente il gruppo dei pari che, particolarmente verso la fine delle scuole medie e l’inizio delle superiori, costituisce per l’adolescente il riferimento più importante per l’assunzione della sua identità sessuale. Nelle compagnie, spesso formate da ragazzi dello stesso sesso, si ragiona molto in termini di noi, divenendo quasi obbligatorio un certo uniformismo che permette di assumere e rinforzare caratteristiche più maschili o più femminili; infatti appartenere ad un gruppo, formale o informale, implica l’accettazione di regole, il loro rispetto puntuale e l’accettazione delle sanzioni che derivano dalla loro trasgressione (Amerio et al.,1990; Boggi Cavallo, 1992). Il maschio, al fine di adeguarsi alle regole del gruppo, af

esaurisce la sua importante funzione di consolidamento dell’identità di genere e preparazione al rapporto con l’altro sesso nel momento in cui iniziano le prime esperienze sentimentali (Petruccelli, 2002).

La costruzione dell’identità sessuale, quindi, sarà il frutto dell’elaborazione individuale a livello affettivo e cognitivo dei fattori somatici integrati con le influenze socio-culturali (Speltini, 1997).

L’identità di genere va distinta dall’orientamento sessuale. Quest’ultimo, infatti, si riferisce ad una permanente attrazione emozionale, romantica, sessuale o affettiva, per un partner dello stesso sesso o del sesso opposto (APA, 1994).

ferma se stesso e dimostra di essere capace di affrontare delle prove, come si può evincere dall’impegno che mette nel compiere certe acrobazie o nell’imporre una propria dimensione muscolare. La femmina, d’altro canto, al fine di riconoscersi nella sua identità di genere, utilizza il proprio rapporto con le amiche su un piano confidenziale e intimo.

Il gruppo dello stesso sesso esaurisce la sua importante funzione di consolidamento dell’identità di genere e preparazione al rapporto con l’altro sesso nel momento in cui iniziano le prime esperienze sentimentali (Petruccelli, 2002).

La costruzione dell’identità sessuale, quindi, sarà il frutto dell’elaborazione individuale a livello affettivo e cognitivo dei fattori somatici integrati con le influenze socio-culturali (Speltini, 1997).

L’identità di genere va distinta dall’orientamento sessuale. Quest’ultimo, infatti, si riferisce ad una permanente attrazione emozionale, romantica, sessuale o affettiva, per un partner dello stesso sesso o del sesso opposto (APA, 1994).

Dott.ssa Monica Bellofiore

Psicologa-psicoterapeuta sistemico relazionale

Consulente in sessuologia clinica