La coppia dopo i figli: continuare a parlarsi per non rischiare di perdersi

Un figlio rimette improvvisamente in discussione le priorità, i ritmi, gli orari, e la coppia intraprende un nuovo percorso del tutto personale, di trasformazione. Un cammino affascinante e a tratti accidentato dove forse uno dei pochi segreti per non perdersi è quello di non sospendere mai il dialogo, di non spegnere il confronto.Ed è in questi momenti in cui la solidità della coppia viene messa alla prova come mai prima: tra caos, orari sballati, cene lasciate a metà e corse contro il tempo, ogni pretesto diventa motivo di recriminazioni reciproche che a lungo andare ledono, e non poco l’armonia di tutta la famiglia.

Quando la quotidianità mette a dura prova, l’importante è sapere fare squadra. E per essere una squadra che funziona ognuno deve essere pronto a fare a meno di qualcosa per un obiettivo importante e ambizioso: il bene comune. Non è certo indispensabile imporre a se stessi scadenze e inutili corse contro il tempo, ma rendere possibile a ognuno di contribuire secondo le sue inclinazioni è senz’altro fattibile senza dimenticare di parlarsi né dare troppe cose per scontate, in modo da evitare il più possibile fraintendimenti e recriminazioni. Inutile aspettarsi che l’altro comprenda in nostri bisogni e ci venga incontro se non siamo noi per primi a esprimerli con chiarezza e semplicità.

La premessa è che in famiglia nessuno “aiuta” nessuno: perché la gestione della casa e la cura dei figli rappresentano una scelta condivisa da parte della coppia quindi ognuno deve fare sicuramente la sua parte per portare avanti un progetto di vita desiderato da entrambi. Sembra anacronistico ma è ancora molto diffuso sentirsi domandare se il proprio compagno “dà una mano” in casa e con i bambini, come fosse un favore spinto dalla benevolenza e non una sua reale responsabilità.

La vita di ogni giorno, con il suo caos, i suoi stravolgimenti, le sue notti insonni, i giochi dei bambini sparsi per casa, ci regala silenziosi momenti di poesia: sta a noi saperla cogliere, custodire e nascondere nella nostra tasca più segreta. Un giorno, forse nemmeno troppo lontano, tutto ci tornerà dinnanzi agli occhi nelle sue reali proporzioni e la stanchezza sarà un ricordo che ci farà sorridere. Rimarrà la splendida certezza che la nostra squadra ha saputo compattarsi e andare avanti nella stessa direzione. Con questa consapevolezza, il mare aperto continuerà sì a incutere un po’ di timore, ma sapremo anche che rimanendo vicini, nessuna notte potrà mai essere tanto scura.

Amanda Dea