Il riscatto come crescita personale

Quante volte nella vita ci siamo trovati a combattere contro persone che hanno fatto di tutto per tarparci le ali? Quante volte abbiamo sofferto? E quante ancora ci siamo rialzati?

Al giorno d’oggi sembra che l’insoddisfazione personale debba necessariamente penalizzare le vite altrui, anche quando queste di insoddisfazioni ne hanno ben poche. In modo particolare, in ambito scolastico, bisognerebbe costruire e non demolire, incoraggiare e non demoralizzare i ragazzi che si trovano nella fase più delicata della loro vita. Spesse volte, però, le doti degli adolescenti non vengono apprezzate per antipatie o, nei casi più gravi, per accanimenti infondati. Il sentirsi apprezzati, sapere di stare facendo la cosa giusta, ricevere il trattamento adeguato, sono solo pochi dei diritti che spettano ad uno studente meritevole (e non); la mancanza di questi diritti crea uno stress psicologico ed una sfiducia non indifferente, tanto da poter indurre un adolescente ad avere un calo nel proprio rendimento scolastico e/o un totale disinteresse per lo studio.

Ma, arrivando al centro del discorso, fortunatamente ci sono anche studenti che con forza e determinazione riescono a dimostrare le loro doti ed ottenere brillanti risultati tanto sudati nonostante le ingiustizie e i bastoni tra le ruote.

Non c’è cosa più bella del raggiungere il proprio obiettivo e sorridere a chi non ha mai creduto in noi, noi che ce l’abbiamo fatta con le nostre forze. Non c’è cosa più bella del riscatto come crescita personale.

Mai scoraggiarsi di fronte a niente e nessuno.

"Tu sei più coraggioso di quello che credi, sei più forte di quello che sembri e più intelligente di quello che pensi" (Christopher Robin a Winnie the Pooh)

Elvira Trebisondi