Il Matese nel suo splendore

Il lago del Matese è il lago carsico più alto d’Italia.

Decine di sentieri, mulattiere e simili, disegnano una fitta ragnatela che, partendo dal lago e con diversi livelli di difficoltà, conducono verso vette, valli, boschi, rifugi e masserie.
C’è solo da scegliere se esplorarli a piedi o in mountain bike.

 Tra monti rigogliosi di flora e ricchi di faunalimpide acque e aria pura, non c’è nulla di meglio che trascorrere qualche giornata praticando attività sportiva.

E’ possibile fare un giro intorno al lago, attraverso un percorso costituito da strade carrabili in parte asfaltate e in parte sterrate.

Si tratta di un percorso molto semplice, lungo il quale si incrociano interessanti punti panoramici e si attraversano brevi tratti di bosco, adatto per praticare passeggiate in mountain biketrekking o birdwatching.
Con le dovute cautele, in alcuni tratti, è possibile farlo anche in auto.

Per cogliere pienamente lo spirito del Matese, è possibile osservare la fauna che si muove e vive tra queste montagne e il birdwatching permette di osservare tutto l’anno, ma soprattutto nei periodi primaverili, la grande varietà dell’avifauna del Matese.

L’osservazione diretta attraverso un cannocchiale o un binocolo è un modo non invasivo di conoscere una realtà che molto spesso sfugge agli occhi dei visitatori.
Esperti e non, possono cimentarsi in questa magnifica esperienza, che è possibile praticare non solo per scopi scientifici ma anche per puro e semplice diletto!

In prossimità del Lago Matese, esattamente in località Miralago, in località Le Fascetelle e presso La Falode, si trovano delle aree attrezzate con tavoli e panche, adatte a pic-nic e a laute grigliate.

Si può approfittare dell’occasione per gustare gli ottimi prodotti locali (caciocavalliformaggi e carni genuine), tutti acquistabili in loco.

Molti pensano che andare in montagna sia noioso, che sia più divertente ed entusiasmante il mare. Se per noia si intende tranquillità, contatto con la natura, panorami che riempiono occhi e spirito, allora è vero… È  assolutamente noioso!  Ma se sono queste le cose che si cercando quando si parte per una gita domenicale o per una vacanza più lunga, allora il lago Matese è davvero un luogo da scoprire.

Nel lago, uno specchio d’acqua dalla forma irregolare incastonato tra le montagne, si riflette il monte Miletto, la vetta più alta del massiccio del Matese.

La cinta di monti che corona la vallata, le faggete che li ricoprono, le fonti che ne scaturiscono, le fantasiose figure disegnate dalle nuvole che giocano nel cielo, rendono questo luogo unico nel suo genere.

Per chi ama questo tipo di paesaggio, non c’è niente di meglio di una salutare passeggiata sulle sponde del lago, a contatto diretto con le sue meraviglie. Di spazio verde ce n’è veramente tanto, e la passeggiata può anche diventare una mini-escursione, anche senza allontanarsi troppo dal punto di partenza.

Per chi ama l’avventura, le montagne che circondano il lago sono tracciate da numerosi sentieri (ben segnalati dal Club Alpino Italiano) che invitano a più impegnative pratiche di trekking.

Ovviamente è consigliabile farsi accompagnare da una guida oppure da persone esperte.

Tra le vette del Massiccio del Matese, bisogna elencare quella della Gallinola (1.923 m s.l.m.), la più alta della Campania.
L’ambiente è prevalentemente carsico, con una presenza di un manto erboso persistente e l’assenza di piante a largo fusto, rispecchia a pieno la vetta di un massiccio carbonatico.
Situata a cavallo di Campania Molise gode di un panorama dalla cima che nelle giornate particolarmente limpide, permette la visuale dei due mari: il Mar Tirreno e l´Adriatico.
Dalla vetta, in giornate soleggiate e con poco vento, è possibile ammirare i rapaci volteggiare in aria a caccia di prede, con la fortuna di intravedere sua maestà l’aquila.
Verso la fine dell’estate con un po’ di fortuna si può incontrare tra l’erba comune la lavanda selvatica, che con il suo odore intenso arricchisce il territorio circostante, portando la nostra mente indietro di qualche decennio quando le nostre nonne applicavano questo profumo a tutta la biancheria.

Campo Braca 

La grotta ricade nel territorio di San Gregorio Matese (Ce) ed è una tra le principali grotte sul Matese dove poter praticare speleologia, anche se si è alle prime armi.
Le prime testimonianze dell’esplorazione di questa grotta risalgono al 1776, quando un arciprete, Gianfrancesco Trutta, iniziò ad esplorarla con la luce delle fiaccole.
L’arciprete descrive nel suo libro l’entrata di questa grotta. Un ingresso molto stretto e piccolo, che dava accesso ad una prima parte orizzontale della grotta esplorabile senza bisogno dell’ausilio delle corde o altre strumentazioni.
Purtroppo vista la rudimentale e poco efficace attrezzatura, poteva avanzare nell’esplorazione poco alla volta e molto lentamente, senza poter spingersi troppo oltre inquanto il freddo e l’umidità rendevano impossibile una permanenza prolungata.
Nel 1962 invece, lo Speleo Club Roma, inizia a visitare la grotta, entrando dall’ingresso dello Sprafunno e dall’inghiottitoio esterno.
Negli anni successivi la grotta è stata esplorata in modo più approfondito scoprendo una lunga diramazione di gallerie, grandi sale, pozzi superiori ai 30 metri e grandi laghi dall’acqua verde smeraldo fino ad arrivare al nuovo grande sifone prossimo alla sorgente del Rifreddo.
La grotta oggi è molto esplorata da speleologi molisani e avellinesi, i quali fanno molta attività esplorativa e didattica per i neofiti speleologi.

Fonti: Guideslow.it