Il giorno prima della felicità di Erri De Luca

Qual è il giorno prima della felicità?

Siamo nella Napoli del secondo dopoguerra, in un caseggiato popolare, in particolare in un palazzo tenuto in ordine da Don Gaetano, un portiere un po’ speciale che diventa quasi un padre per il giovane protagonista, un ragazzino smilzo e molto intelligente. Un giorno il bambino, giocando con altri bambini del palazzo, deve andare a recuperare il pallone dietro una statua e gli si apre un mondo: scopre il nascondiglio di un ebreo durante la guerra. E don Gaetano, spiegandogli il passato, gli fa da guida attraverso gli anni dell’infanzia, quando incontra lo sguardo di una bambina, Anna, oltre un vetro. Quella bambina un giorno se ne andrà e ritornerà adulta, già donna. Il protagonista conosce così il valore dell’amore, oltre alle sue origini. Il portiere, infatti, per i suoi diciotto anni gli spiega che aveva conosciuto suo padre, un soldato, e questi aveva sparato alla moglie dopo aver saputo che passava il suo tempo insieme ad un americano.

A quel punto tutto sembra tranquillo ma la situazione si capovolge completamente. Anna in realtà è fidanzata con un camorrista che è in galera, ma che quando esce, avendo saputo che la sua donna è stata col ragazzo, va a cercare quest’ultimo per regolare i conti. Inizialmente non lo trova, ma poi lui si fa trovare. Grazie a Don Gaetano che lo ha preparato alla vita (“t’aggia ‘mparà e t’aggia perdere”, ti devo insegnare e ti devo perdere, gli diceva) regalandogli anche un coltello, il giovane riesce ad averla vinta lasciando sul pavimento il delinquente, ma è costretto ad andarsene in Argentina, dove il portiere ha contattato un amico che si occuperà di lui.

Il modo di raccontare di Erri De Luca è sempre poetico, evocativo nei confronti delle atmosfere partenopee. In Il giorno prima della felicità lo avvertiamo non solo dalle descrizioni (dei luoghi, perchè quelle dei personaggi non sono molto particolareggiate) ma anche dai racconti di don Gaetano, il portiere mentore che racconta di quella Napoli di sfondo, allo stesso tempo monarchica e anarchica.

Ma la cosa che forse colpisce di più in questo breve romanzo è il rapporto dello “smilzo” (il protagonista) con Anna. Da bambini quasi la venera come un essere intoccabile al di là del vetro, da grandi si lascia trasportare da una passione che non si riesce a definire bene. Lei dice di essere pazza e infatti cerca qualcosa che non esiste, una sorta di passione del sangue, vuole emozioni troppo forti. Emozioni che il ragazzo non capisce ma accetta perchè vengono da quella figura mitica. E forse Anna vuole le lacrime, quelle che versa durante lo scontro tra lo smilzo e il fidanzato, scontro che significa addio.

Nonostante la poesia che troviamo tra le varie pagine di Il giorno prima della felicità, in ogni riga del romanzo, questo non sembra essere il lavoro più bello dello scrittore napoletano, che qui non esplicita bene quale sia il giorno prima della felicità. Questo deve interpretarlo il lettore. Narrazione di altissimo livello, comunque.

Quello che ci anticipa la venuta di un amore o il giorno seguente, quando quella sensazione l’abbiamo già vissuta?
È quello che precede la fine della guerra o il giorno successivo, quando si inizia ad essere consapevoli che qualcosa sia cambiato e che il dolore è alla resa dei conti?

Forse è di tutto questo un po’ nel romanzo Il giorno prima della felicità di Erri De Luca, o forse questa è solo un’interpretazione e c’è dell’altro, molto di più ad arricchire un libro denso di emozioni.

E poi nel libro Il giorno prima della felicità c’è una storia d’amore, una di quelle che ti segnano l’infanzia con la speranza che non sia solo un sogno ad occhi aperti, e che da grande diventa sofferenza, passione e regolamento di conti. Perché la felicità bisogna conquistarsela, come la città dal suo invasore, come i napoletani hanno fatto insorgendo contro il nemico. E poi la felicità ci può sfuggire, non sempre si capisce la sua venuta e si vive il suo godimento, per questo è necessario prendersene cura.

Sullo sfondo delle vicende – raccontate magistralmente da un portinaio che ha visto tutto e non si è ancora riempito gli occhi – animata da personaggi dalle strane peculiarità, c’è una Napoli che non smette di sorprendere con le sue tante avventure, lacrime e rinascite.

Uomini e donne urlano, si fanno sentire, tacciono, ridipingono la storia con la loro fantasia, e il ragazzino si nutre dell’ossigeno della città, respira persino la polvere, raccoglie tutto quello che non ha potuto provare in prima persona ma gli è stato descritto dal suo amico portinaio, che ha rischiato la vita pur di nascondere un ebreo dai tedeschi “perché in guerra la gente tira fuori il peggio e pure il meglio

Il giorno prima della felicità è un romanzo che ha un lato scettico e uno romantico, ha insita la speranza e la voglia di ricominciare, e merita di essere letto per la purezza di spirito con cui è stato scritto, con tutto il coinvolgimento possibile, non lasciando indenne di emozioni chi incappa nelle sue pagine.
Un Erri De Luca degno di nota.


Maria Annunziata Forgione