Il fenomeno del Bullismo

Il bullismo è un tema tristemente attuale nella vita di molti bambini e adolescenti, diffuso sia nel contesto scolastico che in quello sociale in generale. È stato riconosciuto all’interno di azioni di prevaricazione e vittimizzazione, agite ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di un singolo, da parte di uno o più individui (Olweus, 1993).

Questo fenomeno può assumere molteplici forme, tutte notevolmente nocive:

  1. bullismo verbale: include minacce verbali, offese e utilizzo ripetuto di appellativi spiacevoli ed umilianti da parte del bullo contro la vittima;
  2. bullismo psicologico: prevede l’esclusione e l’isolamento sociale della vittima;
  3. bullismo fisico: implica la presenza di violenza fisica e può includere persino molestie sessuali;
  4. cyberbullying o bullismo elettronico: indica atti di bullismo e molestia compiuti utilizzando mezzi elettronici come e-mail, blog, telefoni cellulari, cercapersone e siti web.

Le principali caratteristiche che identificano il bullismo sono: l’intenzionalità, ovvero la volontà deliberata di recare offesa; la sistematicità, e cioè la continuità nel tempo delle azioni di sopraffazione; l’asimmetria di potere, indicante la presenza di evidenti differenze fisiche o psicologiche tra bullo e vittima, tali da definire due ruoli, quello del prepotente che sottomette e della vittima che subisce, senza possibilità di denunciare, per paura di eventuali ritorsioni.

Generalmente al profilo delle vittime corrispondono soggetti sensibili e calmi, e allo stesso tempo ansiosi ed insicuri. La loro reazione agli attacchi da parte degli altri è la chiusura e il ritiro in se stessi, oppure il pianto nei bambini piccoli. In alcuni casi si tratta di ragazzi con uno scarso livello di autostima ed un’opinione negativa di sé e della propria situazione.

Il comportamento del bullo, al contrario, è guidato da aggressività nei confronti dei compagni, e spesso anche di genitori e insegnanti. Ѐ caratterizzato da un forte bisogno di dominare gli altri, da un’intensa impulsività ed una bassa tolleranza alla frustrazione; di conseguenza, per il bullo diventa difficile rispettare le regole e tollerare le imposizioni altrui. Generalmente, mostra un atteggiamento positivo verso l’impiego di mezzi violenti e dell’inganno per raggiungere i propri scopi.

È possibile, poi, individuare sia nel profilo dei bulli che in quello delle vittime una tipica difficoltà nell’identificazione delle emozioni: il bullo appare incapace di empatia ed immedesimazione, e sembra non riconoscere i segnali di sofferenza nell’altro. La vittima, dal canto suo, presenta difficoltà nel riconoscere le espressioni di rabbia del bullo, e di conseguenza fatica ad intuire come e quando potrà trasformarsi in aggressore, finendo talvolta inavvertitamente per provocarlo.

Anche il gruppo dei pari all’interno del quale si verifica il fenomeno del bullismo, in genere, assume caratteristiche peculiari. Si possono individuare al suo interno i sostenitori del bullo, ovvero i suoi seguaci, che lo incitano e lo approvano, astenendosi però dal prendere parte alle azioni violente. Con il loro sostegno, essi rinforzano il comportamento violento, legittimandolo. I sostenitori sono, nella maggior parte dei casi, bambini insicuri e ansiosi che sentono il bisogno della protezione da parte del bullo. Inoltre, si possono riconoscere altri soggetti che si classificano come neutrali, in quanto sono quelli che sanno ma non riferiscono nulla agli adulti, e per timore o indifferenza restano estranei alla situazione.

Valentina Santopietro