I disturbi dell’orgasmo maschile: diagnosi e trattamento

Il disturbo dell’orgasmo maschile può essere distinto in 5 diverse forme: aneiaculazione senza orgasmo, eiaculazione ritardata, eiaculazione anestetica, eiaculazione retrograda, orgasmo senza eiaculazione.

Nell’aneiaculazione senza orgasmo manca la possibilità sia di emettere lo sperma sia di provare l’orgasmo. Le forme primarie di tale disturbo possono essere ricondotte ad una eziologia psicogena, mentre le forme secondarie sembra siano maggiormente riconducibili a cause organiche. Il trattamento è costituito dalla terapia ideata da Master e Johnson e poi ripresa dalla Kaplan, che si basa sulla scoperta della stimolazione sessuale più idonea e ha come scopo quello di ottenere l’eiaculazione al di fuori del coito. Solo successivamente si passa alla stimolazione intravaginale, rimandando la penetrazione a qualche momento prima dell’eiaculazione. Molto usate e utili sono le tecniche di rilassamento e di ipnosi.

Nell’eiaculazione ritardata il paziente è incapace di eiaculare nel coito o in altre attività sessuali, anche se l’eiaculazione può essere comunque raggiunta attraverso la masturbazione e il coito orale; l’uomo che presenta tale disturbo ha la costante sensazione che l’eiaculazione stia per realizzarsi. L’eiaculazione ritardata sembra essere prevalentemente un disturbo di natura psichica, anche se malattie, ferite, interventi chirurgici e farmaci possono influenzarla. Le varie scuole psicologiche hanno dato diverse spiegazioni a tale disturbo: quella psicoanalitica si è soffermata sui conflitti inconsci; la scuola sistemica ha proposto un rapporto disturbato all’interno della coppia o del sistema familiare, il modello comportamentista ha interpretato il sintomo come risultato di una associazione causa-effetto tra un avvenimento traumatico e la reazione eiaculatoria. Nell’eiaculazione anestetica, la fase eiaculatoria è danneggiata, mentre rimane intatta la fase di emissione del liquido seminale. L’esperienza di piacere viene meno perché mancano le contrazioni muscolari, per cui il seme viene emesso dal pene senza forza. Questo deficit sembra sia dovuto soprattutto a cause psicologiche. Secondo la Kaplan i pazienti con tale disturbo sono caratterizzati da una tendenza al controllo eiaculatorio, da repressione e rimozione dell’aggressività; tale inibizione li rende incapaci anche di abbandonarsi all’altro e di provare tenerezza.

L’eiaculazione retrograda e l’orgasmo aneiaculatorio sono due disturbi di natura organica o iatrogena. Nel primo, il liquido seminale non viene espulso dal pene ma si riversa nella vescica. Nel secondo, manca, invece, il riscontro di spermatozoi nelle urine.

Un altro disturbo dell’orgasmo è rappresentato dall’eiaculazione precoce, spesso citata come la più comune delle disfunzioni sessuali maschili. È difficile dare una definizione di tale deficit, la più completa sembra essere quella riportata nel DSM III: “l’eiaculazione si verifica prima che la persona lo desideri a causa di una resistente e persistente assenza di ragionevole controllo volontario dell’eiaculazione e dell’orgasmo durante l’attività sessuale”. L’aspetto fondamentale è costituito dall’assenza di controllo volontario sul riflesso eiaculatorio. Tale disfunzione può avere cause organiche (malattia diabetica, malattie neurologiche degenerative che interessano i segmenti midollari lombosacrali, interventi chirurgici, uretrite, prostatite, trauma uretrale, farmaci antiadrenergici) anche se, nella maggioranza dei casi, ha un movente psicologico. Le cause psicologiche possono essere divise in tre gruppi: cause intrapsichiche, che hanno le loro radici nelle teorie psicoanalitiche; cause diadiche, secondo le quali le difficoltà nascono dal rapporto di coppia; cause immediate, che operano nel “qui ed ora”. Il trattamento, in primo luogo, deve essere mirato alla correzione dell’eventuale patologia di base e può comportare, quindi, l’utilizzo di farmaci. La terapia psicologica, anche in questo caso, si può rifare sia al modello psicoanalitico che mira a scoprire eventuali conflitti inconsci, sia al modello comportamentista che mira esclusivamente a diminuire l’ansia associata al rapporto sessuale attraverso la desensibilizzazione. Per la Kaplan il compito terapeutico principale è quello di mettere il paziente in contatto con le sue sensazioni preorgasmiche, aiutandolo a concentrare la sua attenzione sulle sensazioni orgasmiche imminenti affinché arrivi a percepirle chiaramente.

Dott.ssa Monica Bellofiore

Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale

Consulente in Sessuologia Clinica