I disturbi dell’eccitazione femminile

L’eccitazione sessuale delle donne è più complessa e difficile da valutare e misurare rispetto a quella degli uomini. Il modello di risposta sessuale femminile, infatti, è caratterizzato dalla soggettività dell’esperienza che deriva dalla valutazione conscia degli stimoli sessuali e dal contesto emotivo-relazionale in presenza di un feedback cognitivo e affettivo positivo.

Secondo il DSM IV-Tr il disturbo dell’eccitazione sessuale femminile deve essere distinto da una disfunzione sessuale dovuta ad una condizione medica generale (per es. riduzione dei livelli di estrogeni in periodo menopausale o post-menopausale, vaginiti atrofiche, diabete mellito, radioterapia delle pelvi). Nei disturbi dell’eccitazione femminile spesso si riscontra una comorbidità con altre disfunzioni femminili quali la mancanza di desiderio e la difficoltà a raggiungere l’orgasmo; esiste, inoltre, una correlazione tra disturbo dell’eccitazione e disturbi d’ansia quali attacchi di panico, avversione sessuale.

I disordini dell’eccitazione possono essere, quindi, associati sia a fattori fisici come la secchezza vaginale, che a fattori psicologici, come la distrazione, l’ansia. Sembrerebbe comunque che l’evento più comune sia l’assenza dell’eccitazione soggettiva pur con una adeguata lubrificazione.

Bisogna sottolineare, però, che i disordini dell’eccitazione sessuale femminile costituiscono un ampio spettro di difficoltà, a partire dalla totale assenza di eccitazione genitale e soggettiva, alla mancanza di eccitazione soggettiva nonostante la presenza di una normale vaso congestione genitale fino alla sensazione di un’eccitazione genitale continua anche in assenza di desiderio sessuale come avviene nella sindrome dell’eccitazione sessuale persistente e nel priapismo. Questi ultimi due disordini sono definiti da una persistente eccitazione genitale che può protrarsi per ore o giorni anche in assenza di un desiderio o di una stimolazione sessuale. In particolare, nelle donne con sindrome dell’eccitazione sessuale persistente, l’orgasmo può temporaneamente risolvere la persistente eccitazione, ma qualsiasi stimolazione anche non sessuale ripristina lo stato di eccitazione. I casi di priapismo, invece, spesso sono dovuti all’uso di farmaci psicotropi e richiedono un intervento medico.

Data la complessità di questa classe di disturbi è sempre auspicabile trattarli in modo multidimensionale, prendendo in considerazione sia i fattori psicologici sia quelli fisiologici.

Dott.ssa Monica Bellofiore

Psicologa-psicoterapeuta

Consulente in sessuologia clinica