Fra Daniele Natale

Come Padre Pio, anche Fra Daniele, da autentico figlio di San Francesco, coglie nella disponibilità a rispondere senza condizioni alle tante sfide e situazioni di sconfitta e sofferenza, la strada maestra per vivere pienamente la propria vocazione.   Nato a San Giovanni Rotondo nel 1919, conosce Padre Pio a soli 5 anni.

Nel 1952 gli venne diagnosticato il cancro ed entrato in sala operatoria entrò in coma per tre ore, dopo le quali credendolo morto , fu emesso il certificato di morte dai medici.

 Risvegliandosi improvvisamente, raccontò la sua esperienza straordinaria vissuta davanti a Dio, non come giudice severo, ma come padre affettuoso e pieno di amore.
Dio gli mostrò la vita trascorsa dal frate sulla terra e tutte le sue mancanze fatte, condannandolo a due o tre ore di purgatorio.
"Ma come?", si chiese," solo due/tre ore?" . Fece un salto di gioia e si sentii come un figlio prediletto. (…)

"Erano dolori terribili che non si sapeva da dove venissero, però si provavano intensamente. I sensi che più avevano offeso Dio in questo mondo: gli occhi, la lingua… provavano maggior dolore ed era una cosa da non credere perché laggiù nel purgatorio, uno si sente come se avesse il corpo e conosce/riconosce gli altri come avviene nel mondo”.

Intanto, non erano passati che pochi momenti di quelle pene e già gli sembrava  fosse un’eternità.

Quello che più fa soffrire nel purgatorio non è tanto il fuoco, pur tanto intenso, ma quel sentirsi lontani da Dio, e quel che più addolora è di aver avuto tutti i mezzi a disposizione per la salvezza e di non averne saputo approfittare.

Pensò allora di andare da un confratello del suo convento per chiedergli di pregare per lui che era nel purgatorio. Quel confratello rimase meravigliato perché sentiva la sua voce, ma non vedeva la sua persona, e chiese: "Dove sei? perché non ti vedo?".  Solo allora si rese conto di essere senza corpo.
"Ma come?" – diceva a se stesso – "non dovevano essere solo due/tre ore di purgatorio?… e sono trascorsi già trecento anni?". Almeno così gli sembrava.

Ad un tratto gli apparve la Beata Vergine Maria e la scongiurò, la implorò dicendole: "O santissima vergine Maria, madre di Dio, ottieni dal Signore la grazia di tornare sulla terra per vivere ed agire solo per amore di Dio!".

Accorgendosi anche della presenza di Padre Pio e supplicò anche lui: "Per i tuoi atroci dolori, per le tue benedette piaghe, Padre Pio mio, prega tu per me Iddio che mi liberi da queste fiamme e mi conceda di continuare il purgatorio sulla terra".

Poi non vedendo più nulla, ma  rendendosi conto che il Padre parlava alla Madonna. Dopo pochi istanti gli apparve di nuovo la Beata Vergine Maria (…) Ella chinò il capo e sorrise.

In quel preciso momento riprese possesso del suo corpo, aprii gli occhi e stese le braccia. Poi, con un movimento brusco, si liberò del lenzuolo che lo copriva. (…) Subito dopo, quelli che lo vegliavano e pregavano, spaventatissimi, si precipitarono fuori dalla sala per andare in cerca di infermieri e di dottori. In pochi minuti la clinica era in subbuglio. Credevano tutti che  fosse un fantasma!.

Al mattino seguente, fra’ Daniele si alzò da solo dal letto e si sedette in poltrona. Erano le sette. I medici passavano in genere per le visite verso le nove, ma quel giorno il dottor Moretti, lo stesso che aveva stilato il certificato di morte di fra’ Daniele, era arrivato prima in ospedale. Si mise davanti a lui e con le lacrime agli occhi gli disse: “Sì, adesso credo: credo in Dio, credo nella Chiesa, credo in Padre Pio…”.
Nella vita di fra Daniele si incrociano continue malattie, sofferenze e guarigioni: fino alla data della morte, avvenuta il 6 luglio 1994, subisce quattordici interventi chirurgici, uno dei quali per l’asportazione di un tumore alla milza giudicato inguaribile.

Giovanna Forgione