FETICISMO DI TRAVESTIMENTO

Il feticismo di travestimento si manifesta nei maschi eterosessuali (o bisessuali), in cui il comportamento di indossare abiti del sesso opposto è messo in atto allo scopo di procurarsi eccitazione sessuale. A parte il travestimento, la maggior parte dei soggetti che presentano questa parafilia non hanno una storia di comportamenti infantili tipici del sesso opposto (APA, 1994).

Il travestitismo è legato in modo particolare al ruolo di genere (Lorber, 1995). Perry e Bussey (1984) definiscono lo sviluppo del ruolo di genere come “il processo attraverso il quale i bambini acquisiscono i comportamenti, le attitudini, gli interessi e le reazioni emozionali che sono definiti culturalmente come appropriati per i membri del loro sesso”.

Money ed Ehrardt danno la seguente definizione di ruolo di genere: “tutto ciò che una persona dice e fa per indicare agli altri o al sé in che grado è maschio, femmina o ambivalente, incluso l’eccitamento e la risposta sessuale”. Il ruolo di genere è rappresentato dal comportamento manifesto che l’individuo attua all’interno della famiglia e della società, mentre l’identità di genere interviene ad un livello psichico. Di solito identità e ruolo di genere coincidono, ma altre volte differiscono come nel caso dei soggetti con disturbi dell’identità di genere.

Secondo Stoller gli uomini che presentano travestitismo sono persone che pur avendo la consapevolezza di non essere donne, desiderano esserlo e il loro travestitismo è un acting out di questo desiderio. La loro identità di genere nucleare è maschile, cioè sanno di avere un corpo maschile e che sono stati assegnati sin dalla nascita al sesso maschile. Si potrebbe dire che in circostanze particolari gli uomini con travestitismo desiderano essere in un ruolo femminile e che il loro vestirsi da donna è necessario per confermare un senso transitorio di femminilità (Di Ceglie, 1998).

Di solito questi soggetti collezionano gli indumenti femminili che di tanto in tanto utilizzano per travestirsi; alcuni inseriscono una sola parte dell’abbigliamento femminile sotto il loro abito maschile (biancheria intima, maglieria), mentre altri indossano esclusivamente vestiti da donna e hanno l’abitudine di truccarsi. Il capo prescelto si trasforma in oggetto erotico che la persona utilizza prima della masturbazione (dove immagina di essere sia il maschio soggetto che la femmina oggetto della sua fantasia sessuale) e poi nel rapporto sessuale (Vizzari, 1997). A volte il travestitismo può sfociare in transessualismo secondario.

Dott.ssa Monica Bellofiore

Psicologa-Psicoterapeuta sistemico-relazionale

Consulente in sessuologia clinica