EROISMO A QUATTRO ZAMPE

Il mondo militare è ricco di storie che raccontano atti eroici condotti da soldati che, più o meno coscientemente, hanno messo a repentaglio la propria vita per salvare quella dei compagni o più semplicemente per conseguire l’obiettivo prefissato dalla missione. L’eroismo è quindi un miscuglio di azioni istintive e consapevoli, rette, quasi sempre, da un buon addestramento e molto coraggio. Accanto all’audacia espressa da pochi uomini vi è quella degli animali: cavalli, cani, muli e persino i piccioni hanno da sempre coadiuvato l’uomo nella terribile arte della guerra, pagandone un alto prezzo spesso dimenticato.

Il moto animale è guidato dall’istinto sfruttato appieno grazie ad un attento e specifico training addestrativo atto ad affinarne le innate capacità. La relazione tra un cane e il suo padrone è senz'altro assimilabile al rapporto esistente tra un soldato e il suo camerata: amicizia, intesa ma soprattutto condivisione di fatica, dolore e soddisfazioni.

A fronte di una tecnologia sempre più esasperata ed esasperante, ancora oggi nessuno strumento è in grado di sostituire le doti sensoriali di un cane: i recenti scenari bellici e la semplicità delle trappole impiegate dai terroristi hanno, infatti, ulteriormente enfatizzato la loro utilità. Gli operatori EOD (Explosive Ordnance Disposal) riescono a scovare le trappole esplosive improvvisate (IED) mettendo in campo piccoli robot radioguidati di ultima generazione, ciò nondimeno per talune missioni non possono fare a meno di un quadrupede e del suo infallibile olfatto. Oltre a fiutare gli ordigni pericolosi, i cani sono stati utilizzati in Azioni Dirette: tra le molte spicca la storia di Cairo, il Belga Malinois che ha aiutato il Seal Team Six nell’operazione contro Osama bin-Laden.

Nel 1943, memore della terribile mattanza di animali da guerra occorsa durante il primo conflitto mondiale, l’inglese Maria E. Dickin istituì la People’s Dispensary for Sick Animals Medal (PDSA Medal) un equipollente della “Victoria Cross” degli umani. Il primo a ricevere la decorazione, il 24 marzo 1944, fu il meticcio “Bob” schierato con il 6th Royal West Kent Regiment in Nord Africa: “For constant devotion to duty with special mention of Patrol work at Green Hill, North Africa, while serving with the 6th Battalion Queens Own Royal West Kent Regt.”. Da quel giorno in poi altrettanti cani, appartenenti a tutti gli eserciti del mondo, hanno ricevuto il riconoscimento per atti eroici e per un prezioso lavoro di squadra insieme a soldati, poliziotti e soccorritori. Tra i decorati “civili”, ad esempio, una speciale menzione andò ad “Apollo” un Pastore Tedesco dell’NYPD che il 9/11 si distinse durante le operazioni di soccorso alle vittime dell’attentato dalle Torri Gemelle ed al Pentagono: “For tireless courage in the service of humanity during the search and rescue operations in New York and Washington on and after 11 September 2001. Faithful to words of command and undaunted by the task, the dogs’ work and unstinting devotion to duty stand as a testament to those lost or injured.” Lo stesso premio toccò a due Labrador “Salty” e “Roselle” anch’essi impegnati nella ricerca di sopravvissuti tra l’inferno di macerie del World Trade Center.

Tra i cani poliziotto un ricordo particolare va a “Diesel” (foto) un Belga Malinois delle unità speciali della polizia francese (RAID) caduto vittima durante gli scontri a fuoco con i terroristi autori degli attentati a Parigi.

Il conflitto in Afghanistan e Iraq ha creato nuovi eroi tra i cani i quali – come accennato in precedenza – si sono rivelati uno strumento indispensabile nella lotta contro gli IED. In questo caso la sezione Ricerca Esplosivi del Royal Army Veterinary Corps (RAVC) ha recitato un ruolo di primo piano, vantando un alto numero di insigniti della Dickin Medal. Il 6 febbraio 2007 il Labrador “Sadie” ricevette la prima medaglia per un’azione eroica in territorio afghano: “For outstanding gallantry and devotion to duty while assigned to the Royal Gloucestershire, Berkshire and Wiltshire Light Infantry during conflict in Afghanistan in 2005. On 14 November 2005 military personnel serving with NATO’s International Security Assistance Force in Kabul were involved in two separate attacks. Sadie and Lance Corporal Yardley were deployed to search for secondary explosive devices. Sadie gave a positive indication near a concrete blast wall and multinational personnel were moved to a safe distance. Despite the obvious danger Sadie and Lance Corporal Yardley completed their search. At the site of Sadie’s indication, bomb disposal operators later made safe an explosive device. The bomb was designed to inflict maximum injury. Sadie’s actions undoubtedly saved the lives of many civilians and soldiers”. Tra i titolari non britannici della Dickin Medal spicca la storia di “Lucca” (foto apertura) Pastore Tedesco del corpo dei Marines il quale partecipò a ben 400 missioni, l’ultima delle quali gli costò la perdita di una zampa.

L’ultimo, in ordine cronologico, a ricevere la medaglia al valore canino – il 17 novembre di quest’anno – è stato “Mali” (foto), Pastore Belga Malinois di otto anni schierato con le truppe britanniche in Afghanistan nel 2012. Oltre alla ricerca di esplosivi, “Mali” fiutava senza errori la presenza di nemici: durante un’azione in un centro abitato ha scovato i terroristi casa per casa, non curante del fuoco diretto. Il cane inglese ha subito tre ferite di guerra, una al petto e due alle zampe, mentre un’esplosione ravvicinata gli ha lesionato l’orecchio e fratturato un dente. Secondo l’opinione di Jan McLoughlin, responsabile per l’assegnazione del riconoscimento, il lavoro svolto da Mali è stato eccezionale: “Mali has displayed a truly awesome ability and determination to seek out explosives and insurgents during a key operation. To achieve this while exposed to close combat and such intense enemy attack, makes him an incredibly worthy recipient of the PDSA Dickin Medal. It is even more poignant that we were able to make Mali’s award today on our charity’s 100th birthday”.

Dopo questo episodio il cane è stato rimpatriato per le cure del caso e poi rinviato in Afghanistan; ora – ormai pensionato – presta servizio presso il RAVC Defence Animal Centre nel Leicestershire.

(foto: British Army / PDSA)

Paolo Palumbo