DIGIUNO E “DIETE FAI DA TE”: GLI EFFETTI SU CORPO E PSICHE

Prestare attenzione alla propria salute è importantissimo e riuscire ad amare il proprio corpo è un diritto di tutti, ma è fondamentale individuare gli strumenti adeguati per prendersi cura di sé.

Il periodo estivo volge al termine ed anche quest’anno una delle più grandi preoccupazioni per molti è stata la cosiddetta “prova costume”.

I digiuni e i divieti imposti dalle “diete fai da te” sono davvero utili per il nostro benessere psico-fisico?

E’ possibile individuare delle indicazioni in proposito all’interno della letteratura scientifica, grazie allo studio noto come Minnesota Starvation Recovery Experiment, svolto dal ricercatore Ancel Keys e dai suoi collaboratori presso l’Università del Minnesota, tra il 1945 e il 1946.

A conclusione della Seconda Guerra Mondiale, la scarsità di cibo e il dilagare della fame rese necessario ampliare la conoscenza scientifica circa la fisiologia umana, per fornire a tal riguardo un’adeguata assistenza. Ciò spinse questi studiosi ad indagare gli effetti fisiologici e psicologici della privazione alimentare protratta nel tempo e l’efficacia delle strategie dietetiche di riabilitazione.

La ricerca prese in esame un campione di 36 uomini in buono stato di salute fisica e psicologica. I soggetti furono sottoposti a:

  • 12 settimane di alimentazione con un introito calorico di circa 3200 Kcal al giorno, per portare ciascun partecipante intorno al suo peso ritenuto ideale
  • 24 settimane di semi digiuno, con la somministrazione di un introito calorico pari alla metà di quello determinato in precedenza, al fine di generare la perdita del 25 % del peso corporeo iniziale
  • 12 settimane di riabilitazione dietetica con integratori vitaminici e proteici
  • 8 settimane di alimentazione libera

Al termine dello studio fu possibile notare come la deprivazione di cibo aveva generato importanti effetti a più livelli:

  1. EFFETTI FISICI: disturbi gastrointestinali, disturbi del sonno, vertigini, senso di debolezza, cefalea, aumento della fame, precoce senso di sazietà ecc.
  2. EFFETTI PSICOLOGICI: depressione, irritabilità, ansia, scarsa capacità di giudizio critico, scarsa capacità di concentrazione, ossessività, episodi psicotici e cambiamenti di personalità ecc.
  3. EFFETTI COMPORTAMENTALI: comparsa di rituali alimentari, episodi bulimici, pensieri ricorrenti sul cibo, aumentato ricorso al fumo, autolesionismo ecc.
  4. EFFETTI SOCIALI: riduzione dell’interesse sessuale, tendenza all’isolamento sociale ecc.

Questi eclatanti risultati forniscono, dunque, una valida risposta alla nostra domanda iniziale: la deprivazione di cibo sconsiderata comporta conseguenze che inducono una condizione psicofisiologica molto lontana da quella del benessere!

Il consiglio per chi desidera perdere peso e sentirsi a proprio agio con il proprio corpo è quello di rivolgersi a professionisti del settore: tra cui nutrizionisti e dietologi che indichino un corretto piano alimentare, calibrato in base alle caratteristiche fisiologiche specifiche di ciascuno e psicologi che guidino verso l’acquisizione di una sana autostima e supportino nell’imparare a prendersi cura di sé.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Keys, A., et al (1950) The Biology of Human Starvation, Vols. I – II. University of Minnesota Press, Minneapolis, MN.

Dott.ssa Valentina Santopietro - Psicologa