Come eliminare le proprie insicurezze?

Un buon livello di autostima si può raggiungere soltanto attraverso un percorso che porta la persona ad apprezzare se stesso tramite l’autoapprovazione ed il riconoscimento del proprio valore personale.

1° – COMINCIARE AD ESPRIMERE SE STESSI

Non possiamo piacere a tutti, sarebbe impossibile, quindi cerchiamo di concentrarci su noi stessi e sulle nostre possibilità.

Conviene PUNTARE A PIACERE PREVALENTEMENTE A SE STESSI, imparando sempre di più a conoscersi giorno dopo giorno

 

 2° – AFFRONTARE LE PAURE

La persona insicura, spesso pensa che gli altri non abbiano paura, mentre la sua vita è letteralmente dominata dalla paura. In realtà tutti hanno paura: la paura è normale, anzi, è il coraggio che non esiste in natura. La paura è utile, ci aiuta a riconoscere il pericolo e difenderci ed è comune a tutti gli esseri umani ed agli animali. Il coraggio, invece, non esiste naturalmente, lo costruiamo noi quando vinciamo la paura!


L’unico modo per superare la paura è passarci attraverso, viverla. Purtroppo chi soffre d’ansia tende, invece, ad evitare le situazioni di disagio, non facendo altro che supportare la convinzione che siano un rischio per il proprio equilibrio, quando invece sono un’opportunità imperdibile di crescita e di miglioramento personale. Ogni giorno ci sono migliaia di occasioni per superare le proprie paure, SI COMINCIA SEMPRE DALLE SITUAZIONI PIÙ SEMPLICI che ci si presentano quotidianamente per poi passare alle più difficili PROSEGUENDO SEMPRE PER PICCOLI PASSI. Non porti da subito grandi obiettivi, NON LI RAGGIUNGERAI E LA FRUSTRAZIONE TI IMPEDIRÀ DI RIPROVARCI.

Abbandona la strada certa per una nuova ed incerta, e porta a casa un grande risultato: UN NUOVO TE!

 3° – NON GIUSTIFICARSI e NON CHIEDERE CONFERME

Ci sono due pessime abitudini tipiche della persona insicura:

1) la tendenza continua a giustificarsi e
2) quella di chiedere conferme.

La continua giustificazione serve a:
 non prendersi la responsabilità delle proprie parole o azioni;

– prevenire eventuali obiezioni;

– implorare clemenza da parte di chi ci sta di fronte.

La conseguenza è che non ci sentiremo mai felici, perchè non saremo mai veramente liberi di fare ciò che desideriamo e rimarremo sempre subordinati a qualcuno. E’ necessario imparare ad assumersi la responsabilità di ciò che si dice e si fa; se qualcuno ha domande o obiezioni, è libero di porle. 
NON C’È BISOGNO DI RISPONDERE PREVENTIVAMENTE A DOMANDE CHE, PROBABILMENTE, NON SARANNO MAI POSTE.

La richiesta di conferme crea una sempre maggiore dipendenza dall’opinione degli altri. Il risultato è che ci sentiremo sempre più incapaci di fare le nostre scelte con la nostra testa e cavarcela da soli. Fidarsi della propria opinione, invece, aumenta la stima di sé! E poi, ricordiamolo, non è necessario né possibile piacere a tutti! …ma forse la cosa comincia a non attrarci più come prima.

4° – BASTA CON L’AUTOCOMMISERAZIONE

La persona insicura ha la tendenza all’autocommiserazione. E’ un modo per consolarsi, darsi un po’ di tepore, prendersi cura di se stessa; ma è anche un modo per ottenere attenzione da parte degli altri, per obbligarli, con un ricatto morale (simile allo sciopero della fame), a darci quell’affetto che desideriamo tanto.


L’attenzione degli altri va conquistata! E non con la bellezza, l’intelligenza, ecc… (certamente se c’è anche quello si sfrutta…), ma soprattutto con la positività, mostrandosi al meglio e mostrando le proprie qualità migliori, i propri punti di forza; sorridendo, non piangendo… Solo così si cattura e CONQUISTA degnamente l’attenzione degli altri, rendendosi irresistibili perchè belli e positivi. Tutti avranno piacere a stare accanto ad una persona così! Non si può obbligare l’altro a rivolgerci la sua attenzione per consolarci, e a viverci se siamo pesanti, tristi e negativi; così lo si farà solo soffrire o scappare. Tieni a mente questo concetto e prenditi una settimana almeno per metterlo in pratica.

5° – LA MIGLIOR DIFESA È L’ATTACCO


La persona insicura vive costantemente in difesa. Prima di qualsiasi evento o di un incontro proietta nella sua mente il film di ciò che accadrà per essere pronta ad ogni evenienza; è costantemente preoccupata di tutelare la sua immagine, di non essere fraintesa; in ogni parola dell’altro è pronta a cogliere un attacco personale. L’amara constatazione è che tutta questa fatica non ha portato a grandi risultati, né a una vita felice. Anche in questo caso, la strategia difensiva si è rivelata sbagliata. Innanzitutto, bisogna imparare a non difendersi. Non è possibile fare in modo che gli altri pensino di noi ciò che noi vogliamo, né impedire i fraintendimenti: tanto vale rinunciare. L’unico modo per impedire al giudizio degli altri di ferirci è quello di non difenderci, accettando ogni critica come un giudizio soggettivo, che non riguarda la bontà del nostro sé e dal quale possiamo addirittura imparare qualcosa.

Non difendersi significa chiedersi:

– se il giudizio negativo che l’altro ha su di noi o sul nostro operato non abbia un fondo di verità, e quindi non possa essere uno stimolo a migliorarci;

– se l’opinione dell’altro, così dissimile dalla nostra, non contenga degli aspetti meritevoli di attenzione e approfondimento;

– se, infine, il parere contrario dell’altro sia poi cosi determinante per la nostra vita e se sia veramente così intollerabile..

Non difendersi significa, in definitiva, togliere all’altro il potere di ferirci.

Ma non difendersi non basta, è necessario attaccare.

Prendere in mano il timone della nostra vita e non lasciare che sia la paura a dirigerla; assumere un atteggiamento attivo, e non passivo; lottare, di fronte alle difficoltà, e non arrendersi; porsi degli obiettivi e fare di tutto per raggiungerli; far valere i nostri diritti, e non aspettare che gli altri ce li concedano; difendere la propria dignità, anziché lamentarsi se gli altri la calpestano. Attaccando, direbbe a questo punto la persona insicura, si rischia; e rischiando si può fallire. Esatto: rischiando c’è la possibilità di fallire; non rischiando, però, ce n’è la certezza.

Concludendo, sembra che la strada sia lunga e faticosa. In realtà, molto spesso, la fatica più grande è iniziare, ma una volta partiti l’obiettivo diventa sempre più raggiungibile.