C’è tutto il mondo tra la culla e la fossa

“Vivere la vita” di Mannarino

Quante volte hai aspettato che la tua vita prendesse un’altra direzione e che il tempo fosse l’unico a poterlo fare? E se questa non cambia, pazienza. Si vede che deve andare così!

La vita, però, non va da sola. A darle movimento sei sempre tu.

Certo, è più facile e soprattutto maggiormente comodo farci credere che gli eventi – specie quelli negativi – che si accomodano nella nostra vita, siano dovuti ad agenti esterni, ma ho sentito parlare di sincronicità, l’esistenza di coincidenze significative.

Ci capita spesso di pensare: “tutti uguali, ma che c’ho scritto stupido in fronte?!…mi sa che è così che vivrò la mia vita…”, oppure “che delusione, lo credevo un amico ed invece anche lui si è allontanato. Eppure sono stato sempre così disponibile ma poi come sono stato ripagato?! Non posso fidarmi proprio di nessuno: questa è la verità!”.

Se fosse un nostro approcciarci alla vita sbagliato? Se volessimo confermare – consciamente o inconsciamente – l’idea che abbiamo creato di noi stessi; te lo siete mai chiesto?!

Quest’idea prende forma giorno dopo giorno e ci ingabbia in qualcosa che – forse – non siamo realmente noi. Spesso i nostri pensieri sono più forti e guidano le nostre azioni. Non ce ne rendiamo neppure conto. Diventano degli automatismi. E così ci ri-troviamo, un giorno, con un senso di malessere dentro. Ecco allora che vi propongo “Vivere la vita” di Mannarino:

Vivere la vita è una cosa veramente grossa

C’è tutto il mondo tra la culla e la fossa

Sei partito da un piccolo porto

Dove la sete era tanta e il fiasco era corto

E adesso vivi….

Perché non avrei niente di meglio da fare

finchè non sarai morto

La vita è la più grande ubriacatura

Mentre stai bevendo intorno a te tutto gira

E incontri un sacco di gente

Ma quando passerà non ti ricorderai più niente

Ma non avere paura, qualcun’ altro si ricorderà di te

Ma la questione è…Perché???

Perché ha qualcosa che gli hai regalato

Oppure avevi un debito…e non l’hai pagato???

Non c’è cosa peggiore del talento sprecato

Non c’è cosa più triste di una padre che non ha amato…

Vivere la vita è come fare un grosso girotondo

C’è il momento di stare sù e quello di cadere giù nel fondo

E allora avrai paura

Perché a quella notte non eri pronto

Al mattino ti rialzerai sulle tue gambe

E sarai l’uomo più forte del mondo

Lei si truccava forte per nascondere un dolore

Lui si infilava le dita in gola….per vedere se veramente aveva un cuore

Poi quello che non aveva fatto la società l’ha fatto l’amore…

Guardali adesso come camminano leggeri senza un cognome….

Puoi cambiare camicia se ne hai voglia

E se hai fiducia puoi cambiare scarpe…

Se hai scarpe nuove puoi cambiare strada

E cambiando strada puoi cambiare idee

E con le idee puoi cambiare il mondo…

Ma il mondo non cambia spesso

Allora la tua vera Rivoluzione sarà cambiare tè stesso

Eccoti sulla tua barchetta di giornale che sfidi le onde della radiotelevisione

Eccoti lungo la statale…che dai un bel pugno a uno sfruttatore

Eccoti nel tuo monolocale… che scrivi una canzone

Eccoti in guerra nel deserto che stai per disertare

E ora…eccoti sul letto che non ti vuoi più alzare…

E ti lamenti dei Governi e della crisi generale…

Posso dirti una cosa da bambino???

Esci di casa! Sorridi!! Respira forte!!!

Sei vivo!!!…cretino…. sappiamo perché esista. A volte ci ostiniamo a volerne capire la causa. Altre volte – spesso – lo evitiamo, non comprendendo che così impariamo ad evitare solo noi stessi.

C’è chi impara a convivere con questo malessere per una vita intera, perché non riesce ad immaginare altra vita per sé, e poi c’è chi si chiede se sia possibile ricercare una qualche forma di benessere.

Ritengo che il primo passo per perseguire il proprio benessere sia migliorare la propria autostima: il che non significa diventare superbi, ma imparare a valutare le proprie capacità ed aprirsi a nuove possibilità. Vedere sé nel contesto, ogni volta diverso, continuamente mutevole e complesso. Considerare le risorse che ogni luogo ci offre per poi comprendere come sfruttarle al fine di stare bene con sé e con gli altri.

E’ un percorso lungo, la cui strada è impervia e misteriosa, così come affascinante e, a tratti, rassicurante. Come ogni viaggio percorso, bisogna pur partire…partire da sé per andare e/a scoprire ciò che è altro da sé.

Questa canzone rende bene ciò che intendo dire. Una canzone che sembra la ricetta del “vivere bene”.

E’ cantata da un bambino: come se questo antidoto fosse nelle mani di tutti, solo che da bambini tutto ci sembra semplice e naturale. Poi da grandi quasi ci si dimentica la semplicità e la leggerezza, ma al contempo l’importanza e l’attenzione alla vita, dei bambini. Così, Alessandro Mannarino, autore della suddetta canzone, decide di farci “bacchettare” da un bambino, dal Bambino. Quello che ognuno ha sopito dentro di sé. Quel bambino che ha voglia di parlare: La nostra voce interiore!

Marco Natale