Alla Sua Presenza...Vangelo della Domenica

15 Novembre 2020

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, Anno A

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1-13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

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Questa Domenica ci avviciniamo alla fine di questo anno liturgico segnato da tante “mancanze” a livello pastorale, ma ricco di eventi a livello spirituale; oggi ci viene proposta la parabola dei talenti; ci presenta un uomo che parte per un lungo viaggio e ci lascia tutti i suoi beni, è facile riconoscere in quest’uomo il Signore e il suo modo di agire, egli oggi dona a ciascuno di noi il mondo intero, pieno di ansie, paure, speranze, ce lo affida, ci chiede di custodirlo e di pregare per quanti in questo momento stanno lottando contro questa pandemia. Ci vengono affidati dei talenti e ci viene chiesto di sfruttarli al meglio, mettere tutto noi stessi e il nostro impegno in ciò che facciamo, rimanendo fedeli! Giunto il momento del rendiconto chi consegna dieci talenti, non è ritenuto migliore di chi ne consegna soltanto quattro, Dio non misura secondo le quantità, ma secondo le qualità! Quando si presenta colui che ha ricevuto un solo talento dirà di aver avuto paura e non aver fatto nulla, tante volte è segno del nostro atteggiamento che ci fa chiudere in noi stessi per paura, ha preferito nascondere il suo talento, a preferito nascondersi dietro le sue paure, non cercando di lottare. L’invito che ci viene da questo Vangelo è proprio quello di combattere la paura che non ci permette di portare frutto, specie in questo tempo, la paura rischia di paralizzarci, i           talenti li abbiamo, sono donati, sfruttiamoli, non dobbiamo aver paura di rischiare, mai!