Alla Sua presenza... Vangelo della Domenica

Domenica 24 Giugno 2018  

XIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

+ Dal Vangelo secondo Marco (Mc 5, 21-43)

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

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Il Vangelo di questa Domenica ci dona due storie di vita diverse ma nello stesso tempo simili perchè una parola le accomuna: la Fede;  mentre Gesù cammina nelle storie e nelle vite per città e villaggi, una donna, l’emorroissa (condannata per legge a non essere toccata e non toccare nessuno) trasgredisce la legge e decide di toccare Cristo per dire a Dio, al mondo, “ci sono anche io!” Gesù stupisce tutti con la sua risposta: “figlia, la tua fede ti ha salvata” da esclusa a figlia amata da abbandonata e reietta a salvata! La seconda storia è quella di un padre che disperato per la malattia della figlia si getta ai piedi di Cristo per chiedere che venga salvata, mentre fa ciò viene a sapere che la figlia è morta, tutti piangono ma Gesù fa la domanda più assurda: “perché piangete?” e dice al Padre non aver paura, soltanto abbi fede! Abbi fede perchè tua figlia dorme, dorme in attesa come tutti i nostri cari defunti, abbi fede nella risurrezione, abbi fede che la mano di Cristo afferri la tua per esclamarti: “Fanciulla Alzati!”

Ma chi è Cristo? Colui che mi prende per mano, la Sua mano nella mia, la Sua vita nella mia, la Sua forza nella mia debolezza, è Lui e solo Lui che mi può dire Alzati! E io e solo io che con la Sua mano posso alzarmi e riprendere il cammino, riprendere la vita!


Guido Santagata